Era
immobile al letto, qualche giorno prima avevano deciso di “sfilargli” una vena.
Si, sfilarla dalla sua sede naturale, una gamba. Faceva troppo di testa sua
quella vena, si gonfiava, doleva, rischiava di strozzarsi da sola come un bambino
ai primi pasti. Insomma, bisognava ripulirla ben bene e farle un buon lifting.
Il
giorno stabilito era arrivato e prima di cominciare lo avevano praticamente
denudato, lasciandogli addosso solo una maglietta, poi lo avevano disteso su un
lettino in una stanza gelida. Dopo pochi minuti di solitaria attesa era
arrivata professionale e distaccata l’infermiera che si sarebbe presa cura di
lui, aveva alzato il lenzuolo, e con un altrettanto professionale sguardo aveva
commentato: “qui dobbiamo tagliare tutto!”…
“come…tagliare tutto…per una vena?”
aveva farfugliato lui.