domenica 6 novembre 2011

Tema: Descrivi qualcosa di osceno, per esempio il Mondello giovani – festival della letteratura - con Dario Vergassola, Roberto Alajmo, Giorgio Vasta e Paolo Giordano.

Svolgimento
La sede ordinaria dell’oscenità a Palermo è il cinema Orfeo, lì proiettano solo film porno.
Il 5 novembre 2011, ore 21.00, la pornografia si è trasferita al Teatro Biondo sotto forma di squallore intellettuale. Davanti ad una sala piena, speranzosa di ascoltare voci autorevoli sul tema de “I territori del tempo”, si è consumato uno spettacolo infimo, protagonisti tre scrittori di fama, imbarazzati quasi di produrre romanzi. Reticenti sul tema quanto Totò Riina a cui chiedono di parlare di mafia, hanno avuto notevoli difficoltà a parlare anche di altro.
Alajmo dichiara subito di non essere giovane e di non sapere come mai si trova lì… lancia due battute facendo da spalla a Vergassola, però per rispondere sul tema del tempo non è necessario avere meno di quarant’anni. Evvabbè. Ma l’orgasmo non c’è.
Giorgio Vasta, il più dignitoso dei tre, arranca, racconta della sua era scolastica, due cosette graziose su “L’ira di Dio”, improbabile valuta divina, e sul “corso del tempo”. Lui sa parlare – oltre che scrivere divinamente -, ma il porno è un genere di film che non gli si addice: il pubblico in sala rimpiange Rocco Siffredi.
Paolo Giordano, dei tre è l’attore porno che proprio non ce la fa, abbandonata l’immagine piaciona del ragazzo perbenino che un giorno si ritrova autore di un best-seller, prova a spacciarsi per nevrotico problematico simil-dannato: nessuna erezione. Tra le chicche fuoriscite dalla sua bocca (per lui non vale il vecchio slogan di Colgate “con quella bocca può dire quello che vuole”), indimenticabili le seguenti:
(a proposito del tempo) “ho bisogno di un tempo di rielaborazione dopo che Vergassola finisce di parlare”;
(a proposito delle belle risposte che danno tre giovani scrittori invitati sul palco) “sono esterrefatto dalle risposte dei giovani. Sono giovane ma ho assunto dei tic da vecchio”
(a proposito di niente) “il ruolo che ti affibbia un libro, qui in Italia, ti butta addosso una sorta di etichetta molto convenzionale e snob, che ingoi per osmosi e come atteggiamento”
(a proposito di niente 2) “non rimpiango i tempi di Gadda”
Spassoso Dario Vergassola nel cercare di mantenere basso il livello di incazzamento  della platea, usa le sue battute come Valium, quantità da sovradosaggio: nell’assenza di  frasi sensate pronunciate dai tre scrittori famosi, finisce per spiegare due volte il meccanismo con cui nascono le sue battute caustiche (lui guarda i titoli dei giornali e poi aggiunge un elemento paradossale).
Poteva essere l’occasione per parlare di tempo nella narrazione, del tempo attuale e del tempo del ricordo, per parlare dello spirito del tempo e di come la letteratura trasmetterà l’olezzo del ventennio berlusconiano. Peccato.
Io, per sì e per no, alla fine del film porno, ho detto a Paolo Giordano che non c’è stata una performance degna.. no, gli ho solo detto che il talk-show è stato due palle e che tutti noi del pubblico abbiamo perso tempo . Sono fermamente convinto che lui pensa che io non parlassi di lui.

18 commenti:

  1. In esclusiva l'intervista integrale di Paolo Giordano:
    "Eh...Ah....Ehm....EH...mmm...Ehh...Gadda....Ehh...Mmmm...Ahh...I ragazzi qui presenti......Ehh....io scrittore...."

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  2. Davvero Fili, gli hai detto che avete tutti perso tempo a starli ad ascoltare??? Grandissimoooo! Meriti mezzo kg di cime di rapa !
    wood

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  3. ahahaahaaahaaha, tutto vero... ma dopo un'ora di assistere al tentativo di volo di una gallina, ero troppo incazzato... qualcuno doveva dirlo che lo spettacolo fu osceno: lo confesso, dentro di me alberga un sindacalista!
    GD

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  4. Son soddisfazioni....:))

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  5. sicuramente perry6 novembre 2011 23:42

    geniale !!

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  6. io ci vivo vicino il cinema Orfeo e mi piacciono un sacco i titoli dei film. un paio di settimane fa era esposta una locandina: una tipa completamente nuda aveva in testa un cappuccio con due fori all'altezza degli occhi, in mano una mannaia, sfondo rosso e titolo in grassetto giallo "PORCA BOIA".

    io Roberto Alajmo non lo posso soffrire, non mi piace proprio per niente e al Teatro Biondo c'è troppa naftalina e a noi giovani, soprattutto teatranti, è impedito l'accesso. non sia mai entrare in quell'olimpo di canfora.

    venerdì uscirà in prima visione un nuoovo film al cinema Orfeo "RIDI RIDI CHE LA MAMMA HA PORTATO LE GNOCCHE". andiamo tutti insieme a vederlo?

    VB

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  7. I love GNOCCHI alla BAVA!!

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  8. ahahaaha, almeno all'Orfeo la pornografia è annunciata...
    GD

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  9. Povero Vergassola, magari si è trovato suo malgrado nel pollaio ...

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  10. Vergassola sembrava un astronauta che si muove nel vuoto

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  11. Vergassola ha fatto il lavoro del viagra tentando di risollevare la situazione...

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  12. mi sembrano commenti troppo mirati ad offendere QUALCUNO in particolare!!! sembra più che altro una presa di posizione che una critica costruttiva!!! non credo proprio sia stato così OSCENO!!! la serata è andata così come doveva andare! con i limiti degli scrittori che hanno partecipato ma anche con il contributo determinante degli stessi, che hanno messo in piazza il proprio essere. Serate come queste e iniziative come queste andrebbero promosse e elogiate e non CASSATE in questo modo OSCENO!!!

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  13. @Anonimo (anche se penso di sapere chi sei)...non è un'offesa verso qualcuno in particolare, semplicemente si scherza sul fatto che le aspettative della serata erano alte e altRe.
    Si è notato un certo imbarazzo da parte di Vergassola che fortunatamente è riuscito a non far dormire le persone (o almeno non per tutto il talk-show). È stata un'occasione fantastica per i tre ragazzi che presentavano il loro libro (e che hanno saputo gestire benissimo) ma un'occasione quasi "persa" per i tre scrittori...

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  14. Caro anonimo, ho scritto il post e non intendevo scherzare: due anni fa, al Biondo, il Mondellogiovani fece un figurone, la Parrella, la Balestra e altri, diedero grande lezione di letteratura - si impegnarono, nell'aria c'era la magia della parola che determina fascinazione.
    Probabilmente ti accontenti di poco - magari per te è più che soddisfacente vedere dal vivo dei personaggi che conosci attraverso la televisione -, e con lo spirito dell'accontentarsi, ritieni che qualsiasi cosa si faccia è sempre meglio del nulla. Il nulla talvolta ha una sua dignità.
    Serate come quella di sabato allontanano dalla lettura, sono delle opportunità sprecate.
    Non la penso affatto come te, il mondo della letteratura ha una sua sacralità, se c'è un tema (letterario per giunta) va affrontato, dibattuto, sgretolato se non piace, ricostruito, rielaborato...ma non mortificato.
    Persino la pornografia ha una dignità maggiore, lì gli attori hanno un fine da perseguire, non stanno fermi. Sabato invece, sembrava di essere al museo egizio, con Vergassola a tentare di resuscitare i morti.
    Io mi chiamo Giorgio D'Amato.

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  15. Silvia Ballestra e non Balestra, scusate.

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  16. Caro Anonimo, è osceno essere anonimi.

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  17. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  18. caro anonimo.
    possiamo essere critici su chi ci pare?
    possiamo per una volta dire la nostra su questa Palermo addormentata?
    possiamo dire che a Palermo non riesce ad emergere nessuno?
    possiamo dire che il Biondo è un sepolcro?
    possiamo dire che uno che scrive libri non è uno scrittore?
    possiamo dire che forse qualcuno dovrebbe anche pensare prima di parlare?
    possiamo esprimere la nostra opinione su eventi che non portano da nessuna parte?
    possiamo dare parola ai veri giovani?
    a quelli che quotidianamente lavorano negli scantinati e che emergono fuori da questa città senza avere il benchè minimo riconoscimento?
    non parlo di premi, ma di un luogo fisico in cui lavorare e progettare.

    promuovere ed elogiare chi nello specifico?
    mi dica.

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