mercoledì 20 marzo 2013

Tema: Linea Rossa

Svolgimento


Prendeva sempre il bus sbagliato, per distrazione, obliterava il biglietto, trovava un posto e si sedeva. Dopo un paio di minuti, sbirciando dal finestrino, non riconosceva più i palazzi consueti e si precipitava a suonare la prenotazione di fermata. Scendeva, allora, alla fermata successiva e guardava il busbagliato allontanarsi, due volte su tre si accorgeva di avere già stracciato il biglietto prima di scendere. Distratto e imbranato, un disastro. Arrivava trafelato al bar sotto l’ufficio, baciava tutti, non so perché, ordinando un cappuccino e una fetta di panettone.

Era aprile inoltrato e le rondini tracciavano archi tra i cornicioni, il panettone era solo per lui, quello del Natale precedente. Tre volte su quattro, faceva in modo che al primo affondo il cappuccino inondasse il piano in simil porfido del bancone, con schizzi sulla giacca e sui pantaloni, poi venivano le scuse e l’imbarazzo. Avvampava e inciampava nella sua stessa borsa da lavoro che lo aspettava in un angolo, rassegnata d’avere un padrone così goffo, baciava tutti e usciva, dopo tre minuti rientrava col fiatone, aveva dimenticato di pagare, e la borsa. E poi di corsa al lavoro, con una macchia vistosa di caffellatte appiccicoso.


L’ufficio era al sesto piano di una palazzina del centro, aveva finestre ampie da cui si poteva dominare gran parte del quartiere. Non si sa per quale gioco misterioso del destino, svolgeva un compito di discreta responsabilità, probabilmente il suo cervello era molto meno goffo e impacciato di colui che lo portava in giro. La sua stanza era tra le più belle, gli era stata assegnata dopo il trasferimento recente della sede aziendale. I colleghi che per anni avevano sopportato le sue stranezze e i suoi strafalcioni, avevano preso la palla al balzo e si erano aggregati secondo simpatie e affinità, scegliendo stanze più grandi e meno accoglienti. A lui avevano ceduto volentieri l’unica stanza monoposto parquettata, con una splendida vista sulle aiuole giù davanti l’ingresso. Se n’era rallegrato scivolando sul legno incerato di fresco, ma chiusa la porta e accomodatosi sulla comoda poltrona con braccioli si era sentito un po’ isolato messo da parte, non azzeccava mai i tempi giusti, non ne imbroccava una senza combinare danni. Per settimane continuò trafelato a seminare panico tra le donne della pulizia, trascinando dentro con le suole delle scarpe chewingum masticate e altri souvenir raccolti per strada. Un disastro.
Dopo qualche tempo, una mattina di maggio, entrò in ufficio disseminando lungo il corridoio una cacca di cane presa fresca fresca sul marciapiedi. Chiuse la porta della stanza, aprì la finestra e respirò una sana boccata d’aria e benzene. Il sole lo salutò e riprese il proprio giro nel cielo limpido. Anche lui accennò un saluto e si lasciò cadere sulle aiuole giù, davanti l’ingresso. Rimase a terra per qualche minuto, poi il portiere si accorse del cadavere e diede l’allarme. Conclusione di una vita disastrosa, fino all'ultimo. Non poteva immaginare che proprio l’indomani mattina il bus LineaRossa, sbandando alla fermata, lo avrebbe preso di petto, uccidendolo.

Raimondo Quagliana

37 commenti:

  1. Che post tristemente comico! ahahahah
    Il finale lo avrei sistemato un po', sembra leggermente abbozzato, veloce. Invece il resto è gestito moooolto bene. L'unico neo è "non so perchè" alla fine del primo pezzo: mi stona, quando l'ho letto ho cercato di immaginare chi fossi tu, perchè non lo sai e perchè mi dici di non saperlo (ahahaha), non so perchè!

    RQ, grande grande grande, non è che c'è dell'autobiografico in questo pezzo? Non so perchè (appunto) ma ti ho immaginato in ogni singola parola..!

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    1. Niente di autobiografico, io infatti sono un amabile signore di mezza età, tranquillo e per nulla frettoloso.
      Però ho capito perché mi è scappato quel "non so perché", per un attimo mi ero illuso di potere osservare dall'alto le imprese del protagonista e di riuscire a guidarlo, ma come vedi, alla fine ha spiazzato anche me.
      (emoticon vabenecosì?)

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  2. Sì anche a me è sembrato parlassi di un collega. Mi è piaciuta moltissimo la metafora dei souvenir portati da fuori. Ma Fo è stato "troppo" gentile sulla critica fatta al tuo finale. Quaglliata! Ora me lo spieghi tu perchè l'ho letto tre volte ed io non l'ho capito. Ah!ah!ah! Dunque: il tuo personag si affaccia alla finestra e cade sulle aiuole (uno legge e pensa: si è suicidato. ti viene anche l'idea dolce-amara che rimarrai con il dubbio, si sarà suicidato per sbadataggine oppure per la solitudine in cui lo hanno lasciato i colleghi?) Poi scrivi:"non poteva immaginare che il giorno dopo..." Suppongo che sia il giorno successivo alla cacca pestata (che doveva portargli fortuna) ma se è caduto già sulle aiuole ed il portiere ha visto il cadavere come fa a morire incidentato il giorno dopo? Evidentemente non ho capito io e adesso tu me lo spieghi. Io ho l'abitudine di leggere un paragrafo e fermarmi per capire cosa può venire dopo, mi aiuta a captare le dissonanze della trama.

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    1. Ahahahaha provo a spiegartelo io:è morto cadendo dal suo ufficio. Sarebbe morto comunque perchè l'indomani il bus lo avrebbe investito..
      A me è piaciuto questo pezzo, RQ è sempre simpatico, non fa mai grandi giochi di parole, eppure diverte senza sforzo il lettore!

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    2. Grazie FO per le delucidazioni, io conosco ancora poco gli autori, ma piano piano vi vando "inquadrando" (lo so è una brutta parola se riservata ad un artista, ma ... insomma, sono sicura che tu hai capito)

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    3. Ringrazio FO che ha sempre cose belle da dirmi, secondo me è pagato da me per tessere le mie lodi. (emoticon non so perché).
      Approfitto per dare le dovute spiegazioni a Jole. Secondo me, il protagonista come si vede è un tipo un po' goffo, imbranato, non riesce a gestirsi bene e si impappina facilmente. Il giorno che decide di suicidarsi non si smentisce e commette un'altra delle sue gaffes, anticipando la morte di ventiquattro ore, beh almeno così ho dedotto. Grazie Jole per l'attenzione. (emoticon gaffeur)

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    4. Sì, il finale così spiegato è assolutamente geniale, anzi è proprio il bello del racconto, e l'ho capito a fondo solo dopo circa tre minuti che Fo mi aveva dato la sua risposta. Quindi a maggior ragione devi risistemare questo finale e renderlo immediatamente comprensibile. Noi tutti dobbiamo metterci in testa che un racconto non deve essere un rebus da settimana enigmistica (ahahah). Il lettore è un tipo sostanzialmente pigro (vedi caso, legge perchè non ha altro da fare! Ahahah) e quindi non perde nemmeno due secondi a capire cosa noi vogliamo dire. Tutto gli deve arrivare facile facile. Questo non significa banalizzare, tutt'altro! Qui piuttosto sta il nostro gioco, il vero divertimento di chi ama scrivere.

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    5. Cara Jole il tuo commento introduce una problematica che spiego qui di seguito.
      Hai ragione, forse il finale potrebbe essere meno criptico o meno precipitoso, ma il fatto che ci si debba un pochino scervellare mi sembra sia la cosa che alla fine desta l'interesse del lettore. Anche se tu smentisci questa regola, esistono lettori pigri, io stesso non amo letture troppo impegnative, scrivo pezzi molto poco impegnativi, ma mi piace che tra le pieghe di questo disimpegno si possano trovare anche cose meno facili, di cui talvolta non mi rendo conto neanche io.
      Però il problema è un altro, se io decidessi di ascoltare la tua esortazione a cambiare il finale, come farei a rendere pubblica la modifica, visto che il pezzo è stato ormai pubblicato? Maestra, se c'è una risposta ringrazio in anticipo. (emoticon interrogativo)

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    6. Carissimo Quagliata, certo che c'è una risposta. Forse che i racconti pubblicati nascono e muoiono qui? Non sarà ripubblicato sul sito, ma rimarrà tra i tuoi scritti che magari saranno pubblicati in futuro in una tua bellissima antologia. Io stessa ad esempio ho già aggiunto (alla luce del dopo) una frase che completa il racconto Il successore di pietra. Ognuno ha la propria scuola ed a me hanno insegnato queste cose. Tu sei bravissimo e spero che il "maestra" non sia rivolto a me, ma alla Maestra vera.

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    7. Era rivolto alla Maestra, comunque hai ragione che i racconti non muoiono qui, prima o poi ne scrivo uno sul cimitero dei racconti. PS. Quagliana non Quagliata, ma preferisco Raimondo (emoticon Quagliana)

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  3. Scusami, dimenticavo, per il resto è un dolce-amaro scritto bene.

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  4. questo pezzo mi piace assai assai e mi ricorda Magritte.
    il finale lo trovo indovinato nella sua apparente contraddizione.

    Jole, RQ lo conosci, era al reading sull'Apocalisse, lesse un pezzo.
    Gd

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    1. non è vero, lesse il pezzo di Meis...(emoticon che non legge i suoi pezzi!)

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    2. GD grazie, io già palpitavo sul finale a sorpresa che tu me lo stroncavi di brutto.
      FO tocchi un tasto, che non mi fate mai leggere i miei pezzi, ma perché? (emoticon interrogativo).
      Jole al reading mi spiace nel trambusto non ci siamo incrociati direttamente, spero alla prossima.

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    3. Ahahahahah, RQ, a quanti reading hai partecipato?

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    4. Ma non è che lo dobbiamo proprio fare sapere a tutti che sono l'ultimo chiodo della carrozza e sono stato costretto a fare parte del blog solo per leggere i pezzi altrui, e poi cucinare lavare stirare spolverare, che poi la sera crollo e così non posso venire ai reading. (emoticon reader)

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  5. Bello! Mi piace questo personaggio "fantozziano", questo Pippo in carne e ossa fa tenerezza, sfigato fino alla fine (si fosse salvato dal volo libero lo sarebbe ancora di più).
    Un solo errore di battitura (sono un po' rompina,lo so): chewingum "masticate".
    Continua così...facci ridere !
    :-)

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    1. Continuo volentieri a farvi ridere, anche se continuo a non farlo apposta, credetemi, le mie intenzioni sono più che serie. Grazie Sabri, ma LE chewingum per me sono femmine. (emoticon controrompino)

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  6. Quagliana mi mette di buon umore...riesce sempre a strapparmi un sorriso..in più scrive bene, il che non è poco...per cui, grazie :)
    Meis

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    1. Questo è un giorno epocale, sono infatti riuscito a strappare il commento di Meis in coda a un mio pezzo.
      Sono io che ringrazio te. (emoticon vado di là a stappare lo spumante)

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    2. ah ah ah ah chi beve da solo malsorte gliene incoglie ;) ci facciamo una bella bevuta appena arrivo a palermo!
      Meis

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    3. Ok rimetto il tappo e aspetto. (emoticon golasecca)

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    4. MEIS quando arrivi?! Quando?! io ANCHE voglio sapere! :D
      AG

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    5. Fai pressione sui vegani AG (vecchio e giovane) perchè organizzino il famoso reading sul fetish eh eh eh
      Meis

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    6. ci penso IO!!!! Veganiiiiiiii, quanto ancora dovreste lasciare i vostri piedi non lavati prima di organizzare il suddetto reading?! Dai,organizziamo questo reading e successiva lavanda dei piedi che non se ne può più! :P
      AG

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  7. Raimondo fa centro anche con questo nuovo pezzo.

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    1. Yuhuu ho fatto centro (emoticon doppio esclamativo).

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  8. Raimondo, a me invece è piaciuto anche il finale e l'ho capito subito. Ora però non si dica che assomiglio al personaggio in questione, solo perché combino qualche guaio! Ho scoperto di essere molto carina e professionale a lavoro! E ancora non ho rotto niente o scambiato cartelle! ihih (emoticonmidicobravadasola) :P
    AG

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    1. Brava te lo dico anch'io, grazie AG. (emoticon finale)

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  9. Grilletto Salterino20 marzo 2013 17:22

    RQ anche per me il finale buono così è. Le cingomme sono femmine. E i tuoi pezzi hanno molto di pesante scritto tra la leggerezza apparente delle righe. Far ridere è assai più difficile ecc. ecc. E anche in questo caso, non è roba da poco, tutti i commenti che ne conseguono, ci regalano momenti di pura goliardia.
    Grilletto sviolinistachedalprofondodelsuoesoscheletrogrillescostravedeperRQ.

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    1. Spiazzato da cotanta sviolinata, mi rimetto subito a pensare in onor tuo qualche altra simpatica idea umoristica. Sui commenti, devo confessare che spesso mi divertono più dello stesso racconto.
      Grazie Grilletto per l'apprezzamento (emoticon commosso)

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  10. Caro Quagliana, ho letto un tuo pezzo forse qualche tempo fa. E' un pò che non commento e leggo. Il tuo così com'è va chiarito: si il finale lo trovo imparpagliato. Anch'io non ho colto la discesa, nè che il suo di destino fosse ormai scritto. Secondo me ha voluto fare un dispetto anche al Padreeterno, secondo il suo tipo: un goffo gesto di mal esporsi dalla finestra.
    Però mi suona male. E' Magrittiano come lo definisce GD il personaggio ma Magritte lo avrebbe fatto volare fra le nuvole. Non volermene!

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    1. Se me la prendessi per un commento non benevolo, cara CLA non starei qui a mettere in piazza i miei racconti.
      Confesso che sono tentato da più voci a rivedere questa parte finale. Vorrei però mantenere almeno l'ultima frase esattamente così, primo perché è quella che dà il titolo al racconto, secondo perché il titolo del pezzo è proprio "Linea rossa", quindi non mi conviene cambiarla, e infine perché è lì che si trova la chiave di tutto il pezzo, svelando la gaffe fatale. (emoticon volante)

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    2. Bene si. Lì lavoraci, ma farei anche un'altra operazione.
      Mi metterei di fronte al pezzo nudo. Si nudo. E' un atteggiamento per togliersi tutto il prima di dosso. Rivedilo con gli occhi nudi. Oppure parti dall'idea iniziale e riscrivilo facendolo volare di più. Lui è un etereo nella goffaggine. E' un perfetto. E' un puro.
      Anche se volesse stare a terra non può, perchè è già tra le nuvole.
      Bellissima idea

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    3. Grazie CLA, lo vedi? hai scavato tra le righe e ci hai trovato delle cose che non me n'ero accorto. E vengono fuori spunti nuovi da sviluppare.
      Però, nudo davanti al computer, mai (emoticon doppio esclamativo)

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  11. Mi è piaciuto TANTISSIMO !!

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    1. Last but not least, GRAZIE Anna. (emoticon poliglotta)

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