domenica 31 marzo 2013

Tema: Piastrelle con fiori

Svolgimento



I giochi sono finiti. Fine. Basta. Ciao a tutti. Adios amigos! Romeo, Paride mi ha ucciso mentre tu mi tenevi, sia la peste sulle vostre famiglie. Ricordatemi come una persona buona e tu, viandante, di’ agli amici del bar, che li terrò sempre nel mio cuore.
Il problema fondamentale di quando si fa una cazzata, una cazzata di livello standard, è che ci si accorge di averla fatta, solo un millisecondo dopo averla commessa, mai prima, quando si può ancora rimediare, sempre dopo. Come decidere di prendere un toro per le corna e poi, tutt’ad un tratto, mentre il toro è a un centimetro da noi, pensarci su un attimo e dire: “Ma che cazzo sto facendo?”.
Questa era la situazione in cui mi trovavo, mi ero condannato da solo, i carnefici non sapevano fare un nodo scorsoio da mettermi intorno al collo e io mi ero offerto gentilmente di fare quel nodo. 
Davanti a me c’era la mia compagna, bella e problematica come tutte le altre che c’erano state, questa forse un po’ di più, problematica intendo. Stava lì, di fronte a me, di fianco ad un ometto pelato e baffuto vestito tutto bene. Ognuno teneva in mano una piastrella di ceramica coi fiori, un iris, una margheritina, una rosa blu e dei ciclamini. Mi guardavano fisso negli occhi, ansiosi di una risposta, di un mio parere. Quale piastrella mettiamo in bagno?
Oh cielo! Oh cazzo! Oh dei! Cosa stavo facendo? Era un passo dannatamente più lungo della gamba. Ero veramente arrivato al punto di comprare insieme alla tipa le piastrelle del bagno? Aveva tutta l’aria di un fottuto punto di non ritorno. Io non volevo di certo oltrepassarlo.
Ad un certo punto di materializzò di fianco a me il buon Renton con le fattezze di Ewan McGregor, con i capelli rasati corti, una canottiera bianca, giubottino leggero e jeans strappati, praticamente il meglio della gioventù scozzese di un decennio fa. Renton\McGregor mi guardava e rideva e mi diceva: “Scegli un salotto... scegli una casa... scegli la lavastoviglie... scegli un divano... scegli una chiesa dove sposarti”. Che poi era il monologo iniziale del personaggio. Avrei preferito di gran lunga che la mia mente si focalizzasse su SickBoy, ma fa lo stesso. 
Scegliere le piastrelle è molto peggio che scegliere un divano. Se io e la tipa ci separavamo, il divano avremmo potuto tagliarlo a metà con una katana e ognuno se ne sarebbe preso un pezzo, ma una piastrella con i fiori da mettere nel bagno era un segno distintivo, un monito, un qualcosa di indelebile che veniva attaccato e impresso nel muro. Un “Pirati: attenti a voi” attaccato lungo le coste di qualche isola caraibica. 


Renton\McGregor continuava: “Scegli il matrimonio... scegli una banca... scegli una squadra di calcio... scegli un televisore... scegli le piastrelle per il bagno”. Renton di fianco a me e davanti invece la tipa e il mastro piastrellaio che doveva arrivare a fine mese e vendermi a tutti i costi uno stock di piastrelle coi fiori. Iris, rosa, ciclamini, margherite ed erano saltati fuori anche i tulipani. I migliori artisti del mondo avevano contribuito a regalarci quelle piastrelle, non si poteva rifiutare. Iris, rosa, ciclamini, margherite o tulipani? 
Forse il caso era quello di prendere un fucile e regalare al mondo una seconda Columbine, far saltare qualche piastrella calda e magari il buon vecchio Moore ci avrebbe anche fatto un documentario. 
Guardai la mia compagna negli occhi e le dissi: “Amore, scegli pure tu, io vado con Renton a vedere una cosa in macchina”. Lei mi guardò sbigottita, non aveva la più pallida idea di chi fosse Renton.
Uscimmo dal negozio e di fronte a noi si fermò una vecchia berlina, dentro c’era SickBoy. Oh, i miei eroi erano venuti a salvarmi, era arrivata la cavalleria. Io e Renton salimmo sulla macchina e né la tipa, né il piastrellaio ci videro mai più.

Andrea Roma

16 commenti:

  1. Bella Cit. di Trainspotting!

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    1. ahah, grazie! ogni tanto bisogna ricordarsi anche della buona letteratura scozzese!

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  2. Comunque caro Andrea, come dice la mia amica di Grosseto : la cosa piu' difficile da scegliere sono gli uomini!
    Le piastrelle sono una passeggiata al confronto! :)
    Questo post ti costera' caro...#sapevatelo!

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    1. Ma gli uomini non bisogna sceglierli! Basta aspettare che ci ammazziamo l'un con l'altro per conquistarvi... "alla fine ne resterà solo uno!"

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  3. Scusa Knulp, paura o non paura, dal momento che il TIZIO si stava quasi per sposare con la sua lei, potrebbe smettere di chiamarla "TIPA" ?
    Scusa ma non potevo resistere.
    AG

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    1. Knulp, io te lo dissi..tu hai scatenato una guerra e ben ti sta! zzzzzzzz
      Maschilista!

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  4. Le ultime tre righe mi sono piaciute più dell'intero racconto, però arrivare al punto di scegliere le piastrelle del bagno con una che chiami tipa, non mi piace, sono d'accordo con AG. Mi sembra un po' troppo dispregiativo gratuito. (emoticon dell'angelo)

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  5. Knulp, sono con te, tranquillo!
    (Tutti i pensieri e commenti su matrimoni e simili però me li tengo, non vorrei scatenare il finimondo, eheh)

    Ciao!

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  6. Knlup! Era da un po' che ti si leggeva! Le bon, per me le bon (per dirla alla Wood)! Il tuo stile mi pare inconfondibile. Mi è piaciuto dal principio alla fine. Sul fatto che tu abbia chiamato la tua lei "la Tipa" non ci trovo nulla da ridire. All'inizio era una lei bella e problematica, solo dopo è diventata la "tipa", quando ormai, per te, era un'estranea con la quale non volevi condividere un bel nulla, quindi lo trovo azzeccato. Anche se non conosco i tuoi eroi, il loro ruolo si capisce bene. La tua è la classsica sindrome di Petere Pan? Comunque ti riservo un'altra battutaccia: ma da piccolo hai mangiato omogenizzati scaduti? AhAhAhAhAh!

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    1. Facile che io sia un Peter Pan ragazzino che sogna da grande di fare il pirata... forse è un problema! Ahahah!

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  7. Per tutti quelli che stanno difendendo la "tipa"... ATTENZIONE! La tipa non è la protagonista del racconto! I veri protagonisti sono: l'altro me stesso e le piastrelle. La tipa è marginale, per avere un altro appellativo, doveva fare di più che starsene lì ferma con una piastrella in mano...

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    1. nonono NON va bene. La tipa non si può sentire.
      eheh
      AG

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  8. questo post mi piacque assai, lievita bene, soddisfa alla fine. l'incipit invece non mi piace... ha un retrogusto moraleggiante che eviterei.. l'incipit preconfeziona qualcosa, preferisco un atteggiamento sul genere "pragmatismo" dove tutto è grigio...
    gd

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  9. Il post è ineccepibile. Molto ben curato nella costruzione da quell'inizio che fa vedo non vedo alle divagazioni sucessive fino a centrare il punto su questa piastrella che ha una funzione...onirica. Trovo un pò lento forse quel divagare fino a trovare un punto fermo. Ma tuttavia questa piastrella è il punto di non ritorno, e al tempo stesso revisione critica di tutta una vita.
    Chissà ma a me le piastrelle piacciono assai, se non altro per sceglierle e comprarle e poi appiccicarle, per poi lasciarle al prossimo venuto. Come dire c'est la vie!
    Niente da dire sugli uomini Peter Pan, le oche giulive ci cascano sempre!

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  10. non resta che dire... TUTTA COLPA DELLE PIASTRELLE!

    (La tipa sarebbe da maltare insieme alla ceramica!)

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  11. Mizza quanto mi è piaciuto questo post! Sarà che avrò un debole sia per la Scozia sia per Trainspotting,tra l'altro citazione inserita in un modo che mi piace un sacco. Io sul "tipa" non avrei nulla da dire, alla fine non è una persona in particolare, ma appunto un "tipo", qualcuno di paradigmatico. Chissà, magari anche al contrario la cosa potrebbe funzionare: non tutte le donne muoiono dalla voglia di scegliere piastrelle...

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