martedì 26 marzo 2013

Tema: Degnissimo padre

Svolgimento

Degnissimo padre,
in questi giorni, chiusa nella mia stanza, ancora dolorante per le cinghiate che mi avete inferto, mentre nella testa chissà perché invece dei vostri insulti, sempre gli stessi ogni volta che mi battete, risuonano come una giaculatoria che non riesco a fermare, le urla disperate di mia madre che assiste immobile a queste scene, gridando e basta, senza muovere un dito, col risultato ogni volta di amplificare la vostra ira nei miei confronti, in questi giorni io ferma immobile seduta per terra, senza lavarmi, senza pettinarmi, senza leggere nulla, senza alzarmi quasi mai da qui, io ho pensato.
Io sola qua dentro, aspettando due volte al giorno da mangiare senza nessun conforto tranne quello della Bibbia e delle altre letture che voi considerate adatte a una ragazza della mia età, ho pensato, se sia giusto infine sposarmi, così come voi desiderate per me, con un uomo che già detesto per il solo fatto che lo avete scelto voi, facendo infine cessare questa pratica di battermi ogni giorno per convincermi al matrimonio.

In questi giorni di solitudine, ho pensato se sia una soluzione praticabile per me, vagamente accettabile, acconsentire infine a questo passo, oppure invece, se sia più giusto chiudermi in un convento o ancora, se sia possibile tentare di scappare in città, magari rifugiandomi in un bordello per darvi finalmente soddisfazione, per tutte le volte che mi avete chiamata: puttana o troia o donnaccia. 
Oggi però dopo diversi giorni nei quali questi tre pensieri, sempre gli stessi, si sono rincorsi nella mia mente e non sapevo a quale votarmi, se a quello della resa, oppure a quello della fuga, io finalmente ho capito che cosa devo fare: io inizierò a pregare, come da sempre voi mi consigliate di fare.
Pregherò Gesù Cristo, o Dio, o Allah, o Budda, o Maometto o qualsiasi altro Messia voglia ascoltarmi. 
Pregherò che vi sia tolto un giorno di vita, per ogni volta che mi avete picchiato.
Pregherò che vi sia tolto un giorno di vita, per ogni volta mi avete insultato. 
Pregherò che vi sia tolto un giorno di vita, per ogni schiaffo che mi avete dato senza preavviso, e senza motivo, senza esitazione alcuna.
Pregherò che vi sia tolto un giorno di vita, per ogni parola malevola nei miei confronti,
per ogni umiliazione che mi avete inferto,
per ogni sguardo torvo,
per ogni smorfia di disgusto che si è dipinta sulla vostra faccia, dopo qualcosa che avevo detto e che non vi era piaciuta.
Io sono sicura che da oggi stesso o al più tardi da domani mattina,
se dio c’è in qualunque modo si chiami, inizierà a farvi assaporare il gusto della più rapida delle morti. 

Barbara Galli

28 commenti:

  1. Io non lo so se commentando per primo faccio bene o faccio male o mi tiro addosso tutte le critiche, a me questo pezzo è piaciuto moltissimo. Devo dire che mi sembra anche che la riscrittura sia migliore del pezzo che compare sul blog citato. Barbara, sono contento di rileggerti. (emoticon nonsonodelclub)

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  2. Grilletto Salterino26 marzo 2013 15:33

    Troppo buona Barbara Galli, sembra quasi già votata al convento, premetto che non conosco il testo da cui parte la riscrittura.
    Dal punto di vista del testo mi sembra pesante il primo periodo, tutto senza punti e con "in questi giorni" ripetuto due volte senza un gran risultato stilistico.
    Ci avrei messo più rabbia e furore ... e avrei voluto per lui la più agonizzante e lenta delle morti.

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    1. Grilletto, clicca sul link in fondo al pezzo. (emoticon indicatore)

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    2. Grilletto Salterino26 marzo 2013 18:01

      Fatto (mi sono accorta dopo che era un link), senz'altro più profonda la riscrittura per tutto ciò che sottende sulla questione femminile. Grazie RQ

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  3. E' proprio vero cento occhi vedono cento cose diverse. A me è sembrato tutta una storia, come dice Grilletto, di convento ed altri tempi, solo che poi... all'improvviso arrivano le parole bordello, puttana ecc che mi pare stonino con il personaggio che sembra votata alla morte pur di non sposare il tipo imposto dal padre. Non trovo particolari difetti nella mancanza di qualche virgola o nelle ripetizioni perchè ho l'impressione che si adattino al personaggio stesso, pause e non pause sembrano dettate dal suo stato d'animo. Ma sicuramente avrei visto una morte più "certa" del padre. Non è male, ma qualcosa ancora non quadra a pennello. Non me ne volere cara Barbara, qui hanno cominciato a conoscermi. Io non dico cose "giuste", dico solo ciò che penso. Quindi prendi tutto con le dovute cautele.

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  4. A me è sembrato intenso e necessario. In un periodo come quello in cui viviamo, in cui le donne vengono ogni giorno usate, disprezzate, offese, vilipese in ogni modo possibile, fino al massacro, un racconto come questo, che è una preghiera al contrario, e invoca morte e vendetta, invece che salvezza e vita, deve esserci. Brava Barbara.

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  5. Grazie, vi ringrazio tutti e Adelaide sai? Credo tu abbia ragione: forse il pezzo neanche a me scorre perfettamente, io come al solito ho troppa fretta, ho sempre troppo slancio ( anche nella vita), vado d'impeto e l'ho mandato alla Maestra prima forse di rivederlo qua e là, come avrei dovuto.
    Grazie
    Barbara

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    1. Sono contenta, la revisione è quel che rende una pietra grezza un vero gioiello. E' un lavoro estenuante, ma alla fine da solo buoni frutti.

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  6. "Pregherò Gesù Cristo, o Dio, o Allah, o Budda, o Maometto o qualsiasi altro Messia voglia ascoltarmi"...intenso e molto giusto.. gli Dei hanno sempre dimenticato le donne...e quando se ne sono ricordati è per umiliarle, offenderle, coprirle, condannarle. Mi piace questa riscrittura Barbara, si sente che ubbidisce ad una urgenza espressiva, anche se, come dici tu stessa, l'avresti voluta l'8 marzo o il 14 febbraio...ma quando arriva arriva :)

    sul versante "tecnico" trovo altresì corrette le virgole e la mancanza di punti rende rocambolesco l'incip, altro che preghiera :)
    Meis

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    1. incip..sta per incipit eh eh eh anch'io rocambolescamente mi son perso un pezzo di parola per strada ;)

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  7. Volevo aggiungere una cosa, che mi addolora e che vorrei condividere con voi. Questo compito l'avrei dovuto leggere ieri sera al corso che seguo ogni lunedì, con Paolo Nori, uno scrittore di Parma. Ma il corso improvvisamente è stato sospeso, perché Paolo ha avuto un incidente proprio ieri. Io sono affranta, anche se Paolo non è un mio amico, è uno scrittore che tiene un corso magnifico e lo fa con tutto l'impegno possibile, mettendoci tutto se stesso e col quale ho scambiato qualche parola un paio di volte mentre lo accompagnavo in macchina a casa. Io sono affranta perché è una persona che mi sta cambiando la vita, mi sta dando un sacco di energia, e di spunti di riflessione. Volevo dirvi che ci sono persone, ci sono autori che possono cambiare la vita, Paolo Nori lo sta facendo con me ma anche con i miei compagni di corso che come me, in queste ore sono in ansia per le sue condizioni. Niente volevo dirvi solo questo che la scrittura a volte cambia la vita, cioè se si incontrano gli autori giusti.

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    1. Auguri a Paolo Nori, spero niente di grave, che è uno dei miei scrittori preferiti. Barbara, t'invidio un po' che lo frequenti così spesso (emoticon di cuore).

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    2. Di autori e maestri di scrittura e di vita, ne sappiamo anche noi qualcosa quaggiù, e per questo spero anche io che questa persona si riprenda presto. Chiunque sia.
      AG

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    3. Mi unisco al coro,in segreto farò la mia parte.

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  8. Ps. brava Barbara! A me la "preghiera al contrario" segna moltissimo.
    La trovo quasi una necessità a volte.
    AG

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  9. Mi piace Paolo Nori e il suo Diavoli è tra i miei libri preferiti. Sei fortunata ad avere un insegnante come lui. Speriamo che non sia niente di grave...

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  10. Barbara mi dispiace per Paolo Nori. Speriamo possa al più presto riprendersi e dare ancora tanta energia positiva.
    Per la tua riscrittura tecnicamente la trovo perfetta. Uno scivolone immenso nel baratro della violenza quel precipitare dell'incipit, con o senza virgole. Non credo siano troppe o troppo poche. Vanno bene così.
    La preghiera che trovo in fondo mi rimanda a donne che ancora, in questi nostri tempi, sono offese e costrette fino al macello a proibizioni e imposizioni di uomini che non hanno scelto.
    Questo mondo è ancora pieno di mancate libertà per le donne, il mondo islamico ne è laboratorio.
    Mi ricorda i massacri di cui ascoltiamo in tv gli esiti. Le morti, la sepoltura sotto pavimenti, il delirio che porta...a tanta violenza.
    Questo istinto di morte che arma il testosterone degli uomini, padri, o fratelli, o amanti.
    Questa preghiera in fondo, è l'arma di chi non ha altre difese, E' rabbia e violenza insieme. Vendetta sorda e irrisolta. Preferirei una mano più armata, e una sottrazione più tangibile. Ma lq rabbia trasuda dalle parole, e per citare un celebre: Le parole sono pietre

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  11. Grilletto Salterino26 marzo 2013 18:21

    Mi associo agli auguri nei confronti di Paolo Nori, spero che non sia nulla di grave e che stia bene presto.
    Vorrei aggiungere Barbara che letterariamente ho trovato la preghiera delicata (come si può dire delicato a un fiore), per questo il "troppo buona". Quello che il tuo esercizio ha provocato in me lettore è stato il desiderio di scuotere lei, sbattere al muro la madre urlatrice, urlare a mia volta la rabbia che nasce spontanea ogni volta che ascolto/leggo/vedo di donne che subiscono e perdonano, subiscono e pregano, subiscono e si sottomettono, subiscono o si perdono, subiscono o muoiono. Fuori le unghie, almeno quando scriviamo, anche se in trappola, anche se chiuse e incatenate in una cella, caviamogli gli occhi al nostro aguzzino, mordiamo a sangue la mano che si avvicina a schiaffeggiarci, apriamo la finestra e gridiamo al mondo della sua esistenza ... scusa vado fuori tema, ma perdonami, da donna che legge di donne, davvero non voglio preghiere delicate.

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    1. Non sono d'accordo. Questa è disperazione vera.
      Pregare per la morte di qualcuno secondo me vuol dire aver raggiunto il limite.
      Non è una preghiera delicata, ma un urlo di disperazione.
      AG

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    2. Io penso al vissuto in cui ti precipita uno schiaffo e un secondo, e ancora dopo la furia con cui si colpisce ripetutamente e con insaziabile volontà. Ti precipita in un silenzio fatto di balbuzie mentali, in una schizofrenia di corpo e di mente, da non riuscire di fronte al tuo aguzzino a tenere fermo un solo pensiero, nè una supplica, nè una minaccia. La rabbia in questa disperata preghiera è in ferma e lucida sottrazione di vita al proprio aguzzino. Quando umiliano fino a toglierti dignità, non tieni fermo più un solo muscolo. Il terrore si impadronisce senza darti scampo. Solo una violenza più forte e più rapida può salvare. E la madre può solo andare a denunciare chiedendo l'allontanamento immediato dal nucleo familiare. Questo salva. Questo può salvare. Ma bisogna farlo in fretta e al primo schiaffo.
      Non c'è scampo altrimenti, niente fermerà questa violenza. E' un bisogno fisico, come un nutrimento di morte. E chi la pratica cerca il minimo pretesto per praticarla.
      Denunciare è l'unica arma.
      In questo esercio letterario non si chiede cosa va fatto. Si esprime cosa si prova e si prova tutto: dalla rabbia più torva, alla depressione, all'annullamento del sè, alla rassegnazione. Scivolare nella rassegnazione non è fuori dalla rappresentazione.
      Talvolta è la regola, seguita dalla depressione (tutta femminile) che sfocia nell'eliminazione di sè.

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  12. Si scrive per rabbia o disperazione, sempre con urgenza. Io credo che i testi che bucano la pagina trasmettano questo. Rileggendo questa mia preghiera, vedo che l'ultima parte -la conclusione- ha un ritmo e una cadenza dissonanti dal resto, cioè mi par di sentire quasi un calo del tono ( meno disperazione e forse più rassegnazione), e dunque se lo dovessi riscrivere, forse ispirandomi a una descrizione di fustigazione di Dostoevskij che abbiamo letto con Nori, bhe credo che descriverei con dovizia di particolare come il padre dovrebbe morire, così per accontentare Grilletto Saletrino, ecco.

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    1. Grilletto Salterino26 marzo 2013 19:11

      Il mondo è bello perché è vario.
      Quel che per alcuni è delicato per altri è disperato, e io credo - come diceva Pirandello a proposito del senso che uno mette nello scrivere e l'altro nel leggere "crediamo d'intenderci, non c'intendiamo mai" - che il sentire diversamente sia tutto qui.
      Non scrivere mai per accontentare qualcuno, scrivi sempre come credi e di ciò in cui credi, al meglio di quel che sai fare.
      Le mie sono solo le parole di un lettore tra tanti.

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  13. Questo post è un pugno nello stomaco per l'argomento trattato, la violenza domestica è una delle peggiori, arriva proprio dalle persone più care, quelle che ti dovrebbero proteggere.
    È scritto molto bene, secondo me la punteggiatura va bene così com'è. Mi convince di più la prima parte, la preghiera è molto bella, ma ancora molto 'rassegnata',...almeno augurare una morte lenta e agonia, come quello che ha dovuto subire.
    Questa è sensibilità personale, il racconto è davvero molto bello, brava!

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  14. Trovo bellissima la preghiera finale.
    Molto potente e drammatica.
    Mi ha fatto sentire la disperazione di questa ragazza, ma anche la sua forza. La volontà di non cedere.
    Complimenti all'autrice

    Gabriella

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  15. Complimenti Barbara! Il pezzo lo trovo scritto benissimo. Fin dall'inizio ho avuto l'impressione di una grande rabbia trattenuta, qualcosa che deve scoppiare, che si esprime nella preghiera ma credo abbia bisogno di uno sfogo ulteriore, e quindi mi sono chiesta quale possa essere il seguito di questa storia. Ancora complimenti, è bellissimo.

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