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venerdì 29 giugno 2012

Tema :Ho le cuffie per ascoltare la musica ma non schiaccio “play”


Ho le cuffie per ascoltare la musica ma non schiaccio “play”
Mi muovo fra la gente che si trasporta nelle strade. Li osservo con le borse piene, pacchetti di vestiti; cose e ancora cose. Mi sembrano molluschi invertebrati. Le vetrine non hanno pietà mostrano i cappotti le nuove collezioni griffate degli stilisti. È strano guardare il tempo che ti travolge quando tu passi la vita da una festa ad un altra al guardare la televisione sdraiato sul divano. Spettatori di un grande spettacolo senza spesso la possibilità di fare zapping ecco come mi sento. 

L’autunno è una dimensione proverbiale dove tutto si avvia verso una morte. 

Guardo il pavimento di marmo,lattine di coca si attaccano all’asfalto. Il ritmo dei miei passi intercala i miei respiri. Un afa mi pervade nel profondo della notte. Ho sonno tuttavia sto bene nel mio non dormire. La notte non dormo da mesi, il sonno è tempo sprecato quando si deve trovare una parte di sé. La città mi illumina e mi devasta attendo la brezza della sera per chiedermi chi sono. Ho letto tanti libri, ho comprato molti vestiti ma nessuno di essi mi ha chiesto chi sono o come sto.



domenica 4 marzo 2012

Sez. Anatomia - Tema: Maestra, si può dire Culo?



“I maschi disegnati sui metro, confondono le linee di Miro”…

Questo verso della canzone “I Maschi” di Gianna Nannini, l’ho sempre trovato geniale: la perfetta sintesi dell’atteggiamento che spesso in molti assumiamo per giustificare ad esempio la pornografia, dimenticando molto dell’aspetto ludico e liberatorio di un graffito infantilmente osceno.
Ovunque, specie sui muri di città, tutti i giorni vediamo disegni abbozzati dell’organo genitale maschile, segni, scrostati magari dal tempo, di un’autoaffermazione, di uno scherzo, perché no, di una voglia.
Forme e dimensioni spesso irreali, proprio come le linee di qualche artista moderno, che per un mattino catturano la nostra attenzione, i sorrisi maliziosi di ragazzine in gruppo i cui pensieri ancora spaventano coetanei intenti spesso solo ad accertarsi di averlo ancora tra le gambe, con un tocco a volte lieve, furtivo, ma di potente richiamo.
“L’amore è cieco e il suo bastone è color rosa…”
E il culo?
Non mi vergogno nel dichiarare tutto il mio amore a quella parte del corpo maschile che secondo me ha in assoluto il potere più ipnotico, ammaliatore, spesso inconsapevole.
Il culo ha carattere, un misto di forza e tenerezza allo stesso tempo che non solo mi mette voglia di affondare famelica i denti, ma di consumare la mano in carezze.