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mercoledì 25 dicembre 2013

Tema: Bambin Gesù

Sez. In fuga dal presepe
Svolgimento

Siamo in Paradiso e Dio si sta affannando  a cercare il suo arcangelo preferito.
Dio: Ma dove ti sei cacciato? Gabriele, dove sei?
Gabriele: Eccomi signore, sono qui. 
Dio: Ma qui dove che non ti vedo? 
Gabriele: Signore ma dove ha lasciato gli occhiali? La sua presbiopia aumenta di eternità in eternità! 
Dio: E’ vero, ed ultimamente sono anche un po’ distratto. penso che sia giunto il momento di metter su famiglia: mi sento solo e con la vecchiaia che incombe è meglio avercelo un erede, che ne pensi? hai il libero arbitrio, puoi parlare, certo stando attendo alle parole che dici.
Gabriele: Ma Signore, voi siete Dio, e non avreste neanche bisogno di portare gli occhiali, se non fosse che vi siete fissato con il fatto che dobbiamo essere avanti! Ma avanti dove?
Dio: Gabriele, Gabriele… senti, fatti un giro sulla Terra e vedi se c’è qualche fanciulla che può fare al caso mio. 
Gabriele: In effetti, mio Signore, l’ho anticipata: ci sarebbe una certa Maria di Nazareth, minorenne, ancora illibata che potrebbe fare al caso suo.
Dio: Bene. Abbiamo qualche foto della fanciulla? Posso vederla prima? 
Gabriele: Ma Signore, quante volte le devo ricordare che lei è Dio?
Dio: Si è vero, ma queste cose del 3000 d. C. mi piacciono. Va bene, vada per Maria. Ma se non erro non è fidanzata con quel bonaccione di Giuseppe? 
Gabriele: Appunto, Signore. 
Dio: Io t' ho capito a te, Gabriele. Va bene, domani, 25 marzo dell’anno zero, nel tardo pomeriggio andrai a trovarla e le dirai come stanno le cose.


giovedì 19 dicembre 2013

Tema: In fuga dal Presepe

Sez. In fuga dal Presepe
Svolgimento

I miei vicini di casa sono pronti da una settimana e io ogni anno mi ritrovo a fare opera di convincimento con le damine di Capodimonte e i cigni di cristallo di Boemia, li scuoto dal torpore della polvere e dalla comodità languida dei loro centrini di merletto. Devono farsi da parte per un periodo breve, che abbiano pazienza, alla fine li ripagherò con una spruzzata di vetril e una strusciata di panno morbido. 
Di solito, dopo il discorso del vetril, la trattativa si risolve al meglio, ma c’è sempre qualcuno di loro che si lamenta e millanta diritti di prelazione. La principessa di porcellana non sopporta di cedere il suo posto alla madonna, né i cigni flessuosi alle papere o peggio ancora alle pecore, ma non ci sono santi, ormai è deciso, devono sloggiare: dicembre dura solo un mese e i re magi sono in viaggio con i loro cammelli di plastica stampata.

Il presepe lo preparo sul tavolino laterale della sala da pranzo, quello piccolo a mezzaluna con le gambe tornite. Nel mio presepe tutti i personaggi e gli animali e gli oggetti inanimati convergono in corteo verso la capannina, fanno a gara con la stella cometa a chi arriva prima, è un elenco lungo di gente di ogni estrazione sociale, spesso bigotti che lo fanno solo per mettersi in mostra, gli animali, le pecore ad esempio, si vede che non sono interessate, molte di loro tengono la testa bassa a brucare il piano del tavolino, sono bestie ottuse.