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mercoledì 29 gennaio 2014

Tema: Berlinguer

Da Cernia tossica
(romanzo in progress)

Svolgimento


E intanto il Ministro della Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer fissava per giugno '99 i primi esami con la formula che tanti cambiamenti avrebbe apportato al sistema: Rosa’, grazie al tuo ministro comunista basta con cinque membri esterni e uno interno; con la nuova legge i membri interni sarete tre e i bastardi esterni quattro - presidente compreso -, lo sai cosa significa? Iscrizioni a tignitè. (Io che ai miei esami di maturità avevo un attempato coi mustacchi bianchi nella fila accanto, in attesa che distribuissero le tracce lo sentivo parlare dei dieci dipendenti dell’attività commerciale e della villa con campo da tennis e del rammarico di aver fatto tutto nella vita tranne che prendere il diploma - ambiva in alto, pretendeva la maturità classica. Che pena guardarlo quando implorò pezzi di compito: come si fa? passami l’inizio, solo la prima frase – così sussurrava ad un mio compagno, peccato, era il capra della classe.


domenica 1 dicembre 2013

Tema: ...e il piccolo è in giro per il mondo a costruire ponti

Svolgimento

Penso che mia madre alla nostra età c’avrebbe voluto “sistemati”, invece ultratrentenni siamo ancora in cerca di un lavoro vero e di una storia altrettanto seria. 
Io sono il mister di base in una scuola di calcio, dove a stento ci prendo le spese per pagarmi l’affitto, infatti è per mangiare che devo trovare un secondo impiego, mentre mio fratello, laureato, è stato assunto da una cooperativa comasca dove carica e scarica merci per la COOP, e certamente non per i suoi meriti universitari, ma per il semplice fatto che sa usare il muletto. Anche lui arranca con le spese: lo stipendio, misero, non glielo pagano regolarmente, credo un mese si e uno no. Va a finire che tutt’e due per sopravvivere, dobbiamo attingere dalla pensione di mia madre.
Ho degli amici che sono andati via, alcuni sono fuggiti in Inghilterra, altri in Australia. Io sono evaso da casa di mia madre per evitare di fare il fannullone a vita, ma mi sono spostato di poco, e rischio di finire sotto i ponti come un barbone a chiedere l’elemosina.
Certi giorni mi sembra che sia la soluzione migliore.
Non riesco neanche a pensare di avere una storia seria, un amore per prima cosa ha bisogno di soldi: se comincia senza, non ha dove andare. Idem mio fratello.
Mia madre ci incoraggia sempre ogni volta che ci sentiamo per telefono, ma dalla voce, lo capisco,  patisce i nostri fallimenti come suoi. Non le appartengono le nostre situazioni. Ha faticato tutta la vita per tirarci su onesti e di buona volontà, specie dopo la morte di mio padre. Noi due eravamo poco più che ragazzini.  E ce ne sono voluti buona volontà e sacrifici, da parte di tutti e tre, per laurearsi mio fratello, che studiava e lavorava contemporaneamente. Io di scuola ne ho sempre voluto poco. Ricordo una volta, quando mia madre venne a ritirare il pagellino, che in Tecnologia trovò un NC e mi chiese cosa significasse, ed io con molta disinvoltura le risposi: “Notevoli Capacità, mamma”. Ci credette. 

sabato 5 ottobre 2013

Tema: Seguendo la bara

Svolgimento

Era morto.
Eh sì, era proprio morto!
Stava lì, sul letto, circondato dai soliti ceri, quelli lunghi e grossi, accesi.
Non c’erano fiori nella stanza, ma su un mobile un cestino con delle offerte: così aveva voluto.
Le mani, che stringevano il rosario e un libro di preghiere poggiate l’una sull’altra, erano composte sulla sua pancia.
Certo, per uno che di Dio e di Chiesa ne aveva voluto sempre molto poco, c’era di che pensare…
(Un mega paradosso!).
“Le convenzioni”, “tutti fanno così”, “non dobbiamo far parlare la gente”: queste le vere motivazioni.
La bocca tenuta chiusa da un aggeggio trasparente, anche i piedi erano tenuti uniti da un altro attrezzo simile, creato apposta per queste mansioni, magari da qualche ingegnere precario.
Panni neri scendevano a oscurare gli specchi per evitare che il riflesso della morte si proiettasse all’infinito.
La moglie addolorata, appoggiata al figlio trentenne, bamboccione, non aveva più lacrime.
Il figlio lo fissava e pensava a cosa avrebbe fatto adesso che il suo sostentamento era trapassato.
Sì, era stato un buon padre, un po’ rompicoglioni con la fissa che avrebbe dovuto cercarsi un lavoro, ma tutto sommato un buon padre.
Certo ora conveniva effettuare la reversibilità della pensione, quella di mamma era la minima, sì, quella sociale, quella che si dà alle casalinghe, quella che non arriva neanche a cinquecento euro al mese;  mentre la pensione di papà era quella di un funzionario del comune ed era di quasi mille euro.
Sì, al più presto era necessario fare la reversibilità se voleva continuare a vivere come aveva fatto fino adesso.
Due uomini dell’agenzia, in vestito, eleganti, a cui si erano rivolti per il servizio funebre, entrarono nella stanza e fecero segno che era ora.
Tutti gli astanti si alzarono e uscirono.
I due delle pompe funebri, che poi non ho mai capito ‘sta storia delle pompe, sistemarono la salma nella bara e lo fecero velocemente e con professionalità.
Al momento della saldatura, la moglie ebbe qualche sussulto in più e si aggrappò al figlio che la strinse e poi l’abbracciò.
Collocarono la bara lì dove poco prima c’era stata la salma, misero sul coperchio un cuscino di rose rosse con una striscia viola con su scritto: “La moglie e il figlio”.
Ancora, i tizi delle pompe entrarono nella stanza per dire che era ora di andare in Chiesa per la Messa.
Al figlio veniva quasi da ridere: una Messa per lui che in Chiesa non c’era più stato dal ’58! 
Chissà come l’avrebbe presa se avesse potuto assistere al suo funerale!
Ma: “le convenzioni”, “tutti fanno così”, “non dobbiamo far parlare la gente”, hanno avuto il sopravvento su un gesto che invece andava fatto per pura questione di correttezza.
Chiesa piena e Messa lunga, resa ancora più lunga dal Parroco che, avendo visto la Chiesa piena, non si lasciò sfuggire l’occasione.