DomenicaMattinaAndiamoTuttiAlCentroCommerciale.
Il tempo si fermò per tutti, qualcuno ebbe il
dubbio di averlo solo immaginato; persino il
condirettore con il suo camper, da dentro la TV, sembrò spaesato e ci
guardava sotto un cappellino da antologia, con un misto di stupore e
ammirazione.
Silenzio.
La fronte di mio fratello si imperlò di sudore
freddo, mia madre strinse con forza i volantini su cui studiava da giorni, la
zia Piera abbassò lo sguardo, cosciente del fatto che non eravamo ancora
pronti.
Io iniziai a fare calcoli probabilistici su
quello che sarebbe potuto accadere e tornai con la memoria all’anno precedente
quando, al primo tentativo, non arrivammo mai alla meta perché perdemmo lo zio
Paolo prima ancora di arrivare all’entrata del parcheggio, fuggì dalla macchina
delirando su coltelli miracolosi e recitando versi di media shopping ad alta
voce.
I volantini entravano in casa accolti da febbrile
eccitazione: quelli con i detersivi venivano stipati in bagno, quelli
alimentari si muovevano tra la cucina e il salotto, ma quelli degli ipermercati
venivano foderati come i libri delle medie, sfogliati con cura e archiviati in
libreria.
Era arrivato il momento di rendere concrete
quelle immagini, avremmo finalmente potuto toccare le promozioni, scoprire
l’ampio parcheggio ed essere tra quelli che erano riusciti a sopravvivere.
Ma a che prezzo?
