Lucia: Fu sul sagrato della Chiesa, finita la messa domenicale, che lo vidi per la prima volta con occhi nuovi: era sui gradini con suo cugino Bortolo. Da piccoli io e Renzo giocavamo nelle strade di paese, poi ci sono stati anni di allontanamento ed educata indifferenza, ma in un sole accecante di Agosto tutta la nebbia del tempo di diradò. Sostenendomi al braccio di mia madre sentìì un odore di buono pervenire dalla mia destra. Lentamente voltai lo sguardo e lo vidi in controluce.Renzo parlava in piedi con Don Abbondio e Bortolo. Agitava le mani.... Agitava le mani, grandi e scolpite dalla fatica, con gli occhi passai in rassegna delicatamente il suo viso. E fu il suo sguardo che mi dipinse le gote di rosso: un calore improvviso appena incrociati i suoi occhi grandi, scuri scintillanti di vita, brillanti e curiosi. Abbassai lo sguardo presa da un senso di pudore, ho sentito un brivido caldo scendere dal petto lungo tutto il mio corpo, ma era la mia anima già smarrita e i miei pensieri. “Lucia, andiamo è tardi”. La voce di Agnese mi riportò alla realtà ma, allontanandomi, sentivo la sua voce serena e appassionata in dissolvenza: volevo memorizzare per ricordarmela. E la sera ripensando a quel mattino, pregai per Renzo perchè la Provvidenza vegliasse su di lui. Mi sarebbe piaciuto guardare il mondo con quegli occhi così vivi, appassionati, colmi di dignità e che mi tatuarono l'anima fra contrasti di emozioni.
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mercoledì 12 febbraio 2014
lunedì 25 novembre 2013
Titolo: Twitteratura, romanzo di formattazione.
Svolgimento
Forse qualche volta ti sei chiesto cosa stesse cercando di dirti Amleto e perché occorre sempre usare mezzi termini e un eccesso di lirismo. Non c’è dubbio che queste domande così problematiche si risolverebbero facilmente se Amleto fosse registrato a Twitter. (retrocopertina “Twitterature” di A. Aciman e E. Rensin) Se trentamila tweet vi sembran pochi, provateci voi a sollevare un popolo di quattromila appassionati lettori di libri, sollecitandoli a commentare per cinquantacinque giorni (un tempo infinito) “Le Città Invisibili” di Italo Calvino, un testo del 1972.
Tutta colpa della twitteratura.
Cerchiamo di sciogliere i nodi attorno a questa nuova parola nata nella forma inglese come twitterature (e così anche in francese) e in spagnolo twitteratura (idem in italiano).Il neologismo circola su Twitter almeno dal gennaio 2009. Precisamente dalle 13.30 di quel giorno. Ho fatto una ricerca con l’hashtag #twitterature e l’ultimo anzi il primo tweet sembra essere quello di una ragazza brasiliana che ne posta uno – obbligata per forza, dice lei - che rimanda all’articolo del suo blog con un link e che a sua volta rimanda a un altro blog (il gioco degli specchi dal barbiere è sempre presente cfr.), anzi un microbloguezinho che nel sottotitolo si presenta così:
Forse qualche volta ti sei chiesto cosa stesse cercando di dirti Amleto e perché occorre sempre usare mezzi termini e un eccesso di lirismo. Non c’è dubbio che queste domande così problematiche si risolverebbero facilmente se Amleto fosse registrato a Twitter. (retrocopertina “Twitterature” di A. Aciman e E. Rensin) Se trentamila tweet vi sembran pochi, provateci voi a sollevare un popolo di quattromila appassionati lettori di libri, sollecitandoli a commentare per cinquantacinque giorni (un tempo infinito) “Le Città Invisibili” di Italo Calvino, un testo del 1972. Tutta colpa della twitteratura.
Cerchiamo di sciogliere i nodi attorno a questa nuova parola nata nella forma inglese come twitterature (e così anche in francese) e in spagnolo twitteratura (idem in italiano).Il neologismo circola su Twitter almeno dal gennaio 2009. Precisamente dalle 13.30 di quel giorno. Ho fatto una ricerca con l’hashtag #twitterature e l’ultimo anzi il primo tweet sembra essere quello di una ragazza brasiliana che ne posta uno – obbligata per forza, dice lei - che rimanda all’articolo del suo blog con un link e che a sua volta rimanda a un altro blog (il gioco degli specchi dal barbiere è sempre presente cfr.), anzi un microbloguezinho che nel sottotitolo si presenta così:
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mercoledì 10 aprile 2013
Comunicato della Maestra
è con grande piacere che vi comunico alcune
novità riguardanti il nostro secondo concorso letterario.
Come certo sapete, per settimane si è tenuto su twitter il grande gioco letterario #Leucò, grazie al quale è stata ripensata e riscritta, nei 140 caratteri previsti dal social network, l’opera di Pavese Dialoghi con Leucò.
Come certo sapete, per settimane si è tenuto su twitter il grande gioco letterario #Leucò, grazie al quale è stata ripensata e riscritta, nei 140 caratteri previsti dal social network, l’opera di Pavese Dialoghi con Leucò.
Alcuni di voi vi hanno partecipato con grande passione
twitteraria e proprio in questa occasione è maturata la mia decisione di
ispirarmi a Pavese per il concorso che stiamo svolgendo, scegliendo come
incipit un brano tratto dal romanzo La bella estate.
La nostra voglia di confronto con questa
grande letteratura non è sfuggita alla Fondazione Cesare Pavese, che con grande
sensibilità ha offerto la propria collaborazione.
Sono certa che questa opportunità farà
crescere ancora di più il vostro amore per la scrittura e vi motiverà a fare
sempre meglio.
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