martedì 3 aprile 2012

Tema: Uomini di carta

Frush, frush…una città di carta si muove così, come nel vuoto…i pensieri prendono forma, vengono scritti dalla mente stessa e tutto prende forma così com’è, pure e semplici sinapsi si trasformano in inchiostro e metri di carta.
Uomini oppure semplici anime girano per la città tramutandola in carta…
Tutto fruscia: frusciano i pensieri, le emozioni si trasformano in caratteri leggibili – decodificabili – assimilabili…
Capita che uomini si fermino avvolti nella nube dei propri pensieri, avvolti come mummie e mincastrati nei propri pensieri inabili al movimento.
Tuttavia altre volte si trovano rotoli di carta persi in mezzo alla città con i suoi portici e le sue
colonne.
Un fatto banale come un uomo che porta a spasso il suo cane si rivela una prospettiva interessante..
Immaginate…un viale, magari il vostro classico giro dell’isolato…frush, frush il cane saltella,
sbatte contro al rotolo del padrone che continua ad attivare la coda dei pensieri la moglie, il cane stesso, i figli, il lavoro…il suo lavoro come impiegato in banca…
Bene…il suo rotolo di pensieri è grigio ma, ad un tratto per disattenzione, inciampa nel rotolo del suo cane..cade..
Così chinato si obbliga alla lettura del papiro di Sir Schopenauer,il suo cane, per sua fortuna il cane ha solo un anno e quindi il rotolo è solo di 10 kilometri.
“Salve sono Sir Schopenauer, un cocker un po' bastardo da quando mi portano fuori solo una volta al giorno, mi diverto ad esercitarmi in una morfologia e leccheria con la figlia, almeno lei mi coccola, mi spazzola, mi pulisce le unghie…ahh quanto è dura la vita da cani..”
Poi l’impiegato si pone una domanda: “Ma io mi leggerei mai la mia vita? Potrei diventare pazzo perché ogni giorno leggerei le stesse cose…i miei pensieri sono gli stessi!”…
Allora quale vita vale la pena di essere letta, una vita inconscia, non cosciente dei propri sensi ma questa non coscienza stessa…renderebbe impossibile la lettura stessa.
Mangiati dai propri vuoti o dai propri pensieri fino alla fine di sé.



Irene Dorigotti


8 commenti:

  1. Letto, e allora: sono più le cose che non mi piacciono.
    Non mi piacciono:
    i puntini di sospensione
    come nel vuoto
    uomini come semplici anime
    troppi come (sono 4)
    Immaginate (questa forma di ammiccamento al lettore sottintende il "patto" sia stato creato, e invece no, da lettore non ho alcuna voglia di immaginare, voglio che sia tu a indurmi a farlo)
    tutta la prima parte sembra un esercizio di scrittura

    cose che mi piacciono:
    il senso di lievità introdotto dall'onomatopea e che si mantiene
    la seconda parte

    Ho avuto l'impressione che il tuo post voleva essere un gioco linguistico, e sicuramente ci riesci in frasi come:
    Tutto fruscia: frusciano i pensieri, le emozioni si trasformano in caratteri leggibili – decodificabili – assimilabili…
    però sveli il gioco scrivendo poi:
    Un fatto banale come un uomo che porta a spasso il suo cane si rivela una prospettiva interessante..

    Beh, al di là di questo si denota che tu abbia una particolare attitudine per la scrittura, nonostante le sottolineature si evince che tu sai scrivere(e per questo mi sono permesso di fare il cattivo)

    A rileggerti
    GD

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  2. A me piace l'idea dei pensieri come rotoli di carta sparsi per la citta' e il padrone che cadendo si ritrova davanti il rotolo di carta con i pensieri del suo cane! E' una pensata mica da tutti :)

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    1. Avrei messo mi piace a questo commento. La fantasia cattura. Per il resto rileggerò

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  3. Quale vita vale la pena di essere letta?
    Ottima domanda Irene...anche io non so se leggerei mai la mia, ma forse proprio la scrittura e la rilettura riescono a renderla meno banale. A me il tuo post è piaciuto, lo trovo onirico e fantasioso.
    Grazie :-)
    BG

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  4. La frase più bella è quella onomatopeica: fruscia, fruscia, tutto fruscia.
    Trovo un pò troppo arrotolato e ritorto il resto dello svolgimento.
    Continuare ad immaginare un mondo di carta, costruito e partorito dai pensieri di qualcuno, non può diventare al tempo stesso capace di leggersi. Il padrone del cane è un personaggio messo sulla carta, così il cane e così via.
    Chi può inciampare nei loro pensieri e nella loro vita è l'inventore dei personaggi.
    L'idea è originale, ma lo sviluppo dell'idea, poi debole.
    Ma lavorandoci non mancano le belle frasi, nè le belle idee.
    Ciao

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  5. Bentrovata Irene!! :)
    GM

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  6. mi avete colto nel segno.. è un racconto di qualche tempo fa, mi fa piacere che l'avete notato.. vi ringrazio

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  7. rimango sempre a vostra disposizione


    I

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