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sabato 16 novembre 2013

Tema: Vedovanza differenziata

Sez. Vintage
Svolgimento

Non è semplice, credetemi, la vedovanza. Una si affeziona al proprio postino, figuratevi all'uomo con cui ha vissuto per trent'anni. Mio marito non era una persona accomodante, ma fino all'ultimo mi ha voluto bene e mi ha portato rispetto. Non ho mai dovuto svuotare una sola volta il bicchiere con l'acqua per la dentiera: una sciocchezza direte voi. Una piccola carineria rispondo io. Credo sinceramente che la mattina che mi ha lasciata sola un pensiero a quel bicchiere l'abbia pure fatto. Rimase sul comodino tutto il giorno: capirete che trambusto quella volta. E poi la burocrazia, i parenti, i vicini, il parroco. Quando son tornata a casa e l'ho visto ancora al suo posto mi son dovuta reggere alla spalliera del letto. Poi arriva il momento in cui per un solo attimo ringrazi quasi il cielo di questi anni sereni: io e la mia gatta, che mi fissa compassionevole quando gioco a qualche solitario con le carte. Quel momento a me è toccato stamane, quando ho trovato la mia amica Gina ai cassonetti della raccolta differenziata infondo alla nostra via: stava strappando le pagine di un libro infilandole poi nella campana della carta. Le ho chiesto cosa stesse facendo. Mi ha risposto nervosa che era l'ultima volta che comprava qualcosa per averlo sentito dire in Tv. Dalla tasca del grembiule le spuntava una mascherina.


lunedì 15 aprile 2013

Tema: Ermelinda e il Re di Tebe

Svolgimento

Nel tempo mi sono abituata agli imbarazzi che mi crea mio nipote. Io gli voglio bene e basta. Ma non è una attività semplice. Ad esempio faccio fatica a spiegare il suo lavoro, a convincere le mie amiche a fare uno sforzo che le porti un po' oltre alla semplice definizione di "dottore dei matti". L'utilità di un dottore che non ti provi neanche la pressione non è cosa da poco da far digerire a Gina o Pina. Così come tentare, tutte e tre insieme, di capire cosa sia questo tanto decantato complesso di Edipo!
Siamo tutte appassionate di divulgazione scientifica, modello rivista in allegato al quotidiano, ma quando abbiamo cercato di farci raccontare di più da mio nipote, questo ha alzato gli occhi al cielo, si è fatto serissimo e scontroso, e ci ha redarguito fino a stordirci. Dice lui per la necessità di restituire dignità al mito e potenza tragica al personaggio.
Cominciamo subito col dire che il destino di Edipo parte già male, prima ancora che lui nasca. Il padre, Laio, re di Tebe, rapisce l'adolescente Crisippo (in Grecia non ci sono ragazzi o giovani, ci sono solo adolescenti) e ne fa il suo amante, attirandosi le ire della madre di Crisippo, Penelope, che malidice lui e tutta la sua discendenza. Morto Crisippo, Laio accetta suo malgrado di sposare una donna e si prende Giocasta, chissà magari confidando nel detto "nomen omen" e lo lasciasse in pace. Come se non bastasse arrivano due oracoli ad avvertire Laio che sarebbe meglio non facesse figli: uno gli porta come scusa la salvezza di Tebe, l'altro gli dice che, se fa un figlio, questi un giorno lo ucciderà. Insomma: gli avevano detto già tutto, lui partiva con le migliori intenzioni, ma niente. Colpa del vino che beve la sera delle nozze, colpa di Giocasta che si era stufata del nome, Laio si distrae e nasce Edipo.
Il neonato, ovviamente, viene subito abbandonato, prima però gli trafiggono i piedi (non si sa mai che possa morire più in fretta). Poteva finire male per il piccolo Edipo, il cui nome vuol dire appunto "piedi gonfi". Invece viene adottato dal re di Corinto, un altro che se non beve è meglio, perché alla prima sbronza confessa a Edipo di non essere il suo vero padre.

giovedì 29 novembre 2012

Tema: Il tè dalla zia

Sez. Aspettando l'Apocalisse
Svolgimento

A quarantanni i giochi in amore sono fatti! 
La discussione non poteva aver peggiore vittima di mio nipote: ma le mie amiche sono implacabili. Non c'è correzione nel tè che tenga! Primo sorso. "Ormai non ci sono più le occasioni che si hanno da ventenni per frequentare a lungo qualcuno". "La sera a letto presto che il giorno dopo si lavora e figurati se hai l'energia per ballare come un pazzo in qualche discoteca". "I migliori partiti son già stati tutti presi a quell'età!". "Se poi qualcuna è sola di sicuro nasconde qualche fregatura". "Per gli uomini è ancora peggio". Secondo sorso. "Con tutti i denti del giudizio già spuntati un uomo non lo correggi più". "Una donna a quarantanni è già stufa di ovulare e non aspetta altro che le gioie della menopausa".
Vero che ormai non ho quasi più ricordi del menarca e nessuna nostalgia dei pianti improvvisi intervallati alla voglia di uccidere qualcuno, ma non si sta parlando di noi, ragazze, cerchiamo di contenere i commenti! Nulla. Gli occhi umidi e tremolanti di mio nipote non frenano la lingua a nessuna delle stanti: chi fresca di vedovanza, chi della vincita all'ultima lotteria della parrocchia. Ma nessun argomento trova più spazio della voglia di consolazione mal interpretata: "Coraggio è l'età migliore per un uomo!". "Che ti importa della solitudine? Guarda me!". Il tutto mentre il biscottino al cacao regala un fremito alla malferma dentiera!

giovedì 2 febbraio 2012

tema: La mia Amica!

Che bello! Finalmente posso parlare della mia Amica con la A maiuscola. La mia migliore Amica si chiama Ermelinda. È lei che mi ha insegnato tutte queste cose di internet e face book che hanno dato sollievo alla mia favolosa terza età. Io ed Ermelinda ci conosciamo da tanto tanto tanto tempo. Io vivevo in un piccolo paesino della Romagna, vicino al mare. Andai in sposa ad un impiegato comunale del veneto e mi trasferii lì.  Il mio defunto marito era compagno di banco del defunto marito di Ermelinda. Adesso che siamo rimaste sole e ancora piacenti, io ed Ermelinda, abbiamo tanto tempo per stare insieme e fare le cose che a noi piacciono. Ricordo ancora ai tempi della nostra giovinezza quando passavamo le caldi estati sulla riviera romagnola. Eravamo le reginette di tutte le balere, noi che, scoprendo scabrosamente le nostre gambe dal ginocchio alla caviglia, danzavamo coi nostri virili mariti fino a tarda sera. Erano belle e brave quelle orchestrine di liscio ed eravamo talmente fresche che ballavamo tutti i pezzi che suonavano. Adesso ogni tanto in parrocchia io e lei organizziamo le serate di liscio, ma i maschi nostri coetanei si stancano subito subito e ci da fastidio ballare con uomini che tengono in mano i tubicini del catetere che hanno impiantato. Io e la mia amica Ermelinda andiamo davvero molto d’accordo. Il venerdì mattina andiamo insieme al mercato a scegliere stoffe che poi io ricamo. Scegliamo anche le matasse di cotone colorato e i telai più belli. In genere ricamo tanti servizi da tè e li ricamo con fiori grossi grossi che è un piacere poggiare le nostre tazze su quel lino tessuto. Oltre a questo hobby ho anche l’hobby del decoupage. Ma la mia amica Ermelinda non è tanto brava a con la colla e tutto quanto, per cui lei mi aiuta ritagliando i fiori e le foglie che io incollo su scatole, vassoi, fruttiere, cornici e oggetti vari. Io e la mia amica Ermelinda frequentiamo la parrocchia e ci prendiamo cura del nostro amato parroco. Gli vogliamo tanto bene e non lo facciamo mai sentire solo. Lo invitiamo spesso a cena e la mia amica Ermelinda prepara sempre la pasta coi piselli. Lei coi piselli ci sa fare davvero bene, io ho un po’ meno ma cerco di prendere esempio da lei che in questo campo è una regina. Io sono più brava con le torte, specialmente quella di carote che alla mia amica piacciono davvero tanto. Lei a casa tiene sempre una confezione di carote e io vado a casa sua e gliela preparo. In genere la facciamo per il torneo di canasta che Ermelinda organizza insieme a me e alla nostra altra amica Gina. A Gina, che non si deve offendere se lo dico, non voglio tanto bene quanto voglio bene ad Ermelinda. Certo, le voglio bene, ma un poco di meno. Io ed Ermelinda, insieme alla nostra amica Gina che è bravissima a dire il rosario che lo sa tutto a memoria, andiamo insieme alle gite della parrocchia. Visitiamo tanti santuari e ci facciamo le foto con la madonna e con i santi. Ci mettiamo in mezzo il nostro parroco e sorridiamo davanti alle macchine fotografiche dei ragazzi dell’Azione Cattolica che ci accompagnano. Loro portano le chitarre alle gite e io ed Ermelinda, insieme alla nostra attaccatissima amica Gina, cantiamo le canzoni che ci piaccio di Nilla Pizzi e Orietta Berti. Adesso però basta che mi sembra che vi stancate a sentire tutto quello che dico. Io ho un’amica che mia ama, che mi ama, che mi ama il suo nome è Ermelinda.

Pina de Berbardis.

(L'Amica con la A maiuscola di Ermelinda Frangisponde)



Io, Ermelinda e Pina in gita a Pompei.