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martedì 14 gennaio 2014

Tema: Privacy ancora, Sam

Svolgimento

Ai miserabili abbiamo rubato l’intimità. Con lo zelo dei ladri dai guanti di velluto, l’abbiamo ricettata, ripulita e patinata. L’abbiamo chiamata “privacy” e ora la difendiamo con le unghie manicurate e i denti bianchi, come se fosse nostra, legittima e normale. Quanto guadagniamo, chi ci portiamo a letto, le telefonate in cui sputtaniamo il Paese che dovremmo governare: nessuno si permetta di chiedere, nessuno si azzardi a diffondere. Spixelate i volti dei nostri bambini biondi, per carità, chissà quale uso potrebbero farne tutti i malintenzionati che ci sono a piede libero. Quanto mi dispiace per S.C.! No, che è successo? Dicono avesse tutti i dipendenti in nero. Io non capisco perché debbano sempre perseguitare gli onesti imprenditori e padri di famiglia, con tutti i clandestini che ci sono. Eh, in nero e che sarà mai? Intanto dava lavoro a un centinaio di persone, dovrebbero ringraziarlo, altro che metterlo ai domiciliari! Povero S.C., speriamo non se ne parli troppo, chissà la moglie… 
 No, non vale per tutti. La privacy è privata: vale solo per quelli come noi. La violi solo se il proprietario di quella dignità può farti causa. Figurati se uno che non ha niente o è a pezzi per via di una granata si mette a protestare perché l’hai sbattuto in prima pagina nudo, disperato o morto. Le categorie del diversamente senso del pudore sono miserabili in ogni ordine e grado: poveri, malati, disabili, zingari, profughi, matti, vittime di guerre e disastri esotici. O, ancora meglio, i loro figli. Almeno così servono a qualcosa. È bello ricordare che c’è sempre qualcuno che sta peggio di te, ti consola al punto che magari compri qualcosa.

martedì 23 aprile 2013

Tema: Buonanima

Svolgimento

“Era un bravo cristiano, amava i suoi figli!”.
“Chi quello? No, una brava persona, non faceva male ad una mosca…”.
“Vuol dire: un signore, un signore! Simpatico, socievole, speciale”.
Basta dare un’occhiata a qualche telegiornale in più oppure scegliere di passare una giornata nella piazza del paese, che ti rendi conto della grande potenza mutevole della morte. Cioè, tutti hanno paura di questa stanza sconosciuta, che ognuno tende ad allontanare, ma quando arriva colpisce tutto e tutti. Il morto e tutto il contorno, nessuno escluso.
Quelle persone che in realtà tanto pulite non erano diventano dei canditi dolcissimi, che vastasi e porci quelli che prima avevano dubitato di loro. Qualsiasi telegiornale: “Tizio, si è suicidato perché…”.
“Era un bravo cristiano, amava i suoi figli!”.
“Chi quello? No, una brava persona, non faceva male ad una mosca…”.
“Vuol dire: un signore, un signore! Simpatico, socievole, speciale”.
Io mi ero distratto e non sono riuscito a sentire oltre dello speakerato della giornalista tanto cara della tv, così mi fidavo dei passanti intervistati. Però, andando col rewind noto che la giornalista non si era fermata, ma aveva continuato la frase: “Tizio, si è suicidato…perché non si voleva fare prendere dalla polizia vivo, dopo aver ucciso moglie, figli, suocera, animale domestico e dopo aver cercato di occultare i cadaveri nella distilleria clandestina sotto il pavimento, proprio alle spalle del magazzino dove Tizio si occupava del traffico di eroina”.
 Allora penso: “Eh, ma allora era un cuinnutu!”.

martedì 27 marzo 2012

Sez. Ricette - Tema: Asparagi cibo per l’anima


L’immagine riflessa nel finestrino del treno le rimandava l’immagine di una donna serena. Il tifone ormai era passato da un po’ e dopo le macerie, si era data da fare per ricostruire. Adesso i pensieri scorrevano liberi. Stava tornando a casa, nel suo piccolo borgo tra i campi. Quanto le piaceva l’odore di casa, di terra e basilico fresco. Le venne fame e pensò cosa le sarebbe piaciuto cucinare. Ma solo per se. Mettersi ai fornelli per qualcun altro, le metteva sempre un po’ di ansia, temeva sempre di non farcela a finire tutto per tempo. Se poi si trattava di un uomo, sapeva che non lo avrebbe certo conquistato con le sue capacità gastronomiche. Allora non si era mai cimentata per loro in cucina, ed oggi se si soffermava a ripensare agli anni in cui viaggiava libera e senza alcun impegno che le imponesse un ritorno, ricordava solo i ristoranti che aveva condiviso con i suoi compagni di viaggio. Uomini… ne aveva amato qualcuno, qualcuno lo aveva solo conosciuto, qualcun altro… gli era solo sembrato…
Come le calzava bene questa canzone, eppure era certa che in qualche angolo nascosto della sua mente, doveva esserci una pietanza preparata in un momento d’amore. Cibo non solo per il corpo ma anche per l’anima, quella stessa che si era perduta tanto tempo fa rincorrendo un sogno che s’era trasformato in incubo.


venerdì 24 febbraio 2012

Sez. Anatomia - Tema: La lingua


Talmente usata da esser dimenticata.
Protagonista silenziosa,
istrionica custode dell'anima.
Avviluppata, arrotolata
vive nascosta tra soffi e sbuffi
in un umida caverna.
Comanda e decide ogni azione
tenendo in scacco intelletto
e ragione.

Pudica, sboccata,

Difesa da due ancelle
arroganti e vanitose.
Due sierene imbellettate
e viziate.
Due mascar spietate.

Meretrice e traditrice
Voluttuosa danzatrice

Taciturna dispensatrice di pensieri

Anima di uomini
e di imperi
Adorata musa
passionale e golosa
Al suo volere ti devi inchinare

è lei che ti racconta
in silenzio
tristezze e piaceri.
è lei che per prima devi
nutrire.
è lei che per prima ti dirà
che devi morire.

Ella Bix