giovedì 9 febbraio 2012

Sez. 8 marzo - Tema: Emily


Tac tac tac. Tac tac tac. Tac tac tac. 
Chi è questo pomeriggio?
È Glendale, quello che sta all’inizio di Main Street.
Glendale? Ma non era già morto? Oddio, che domanda senza senso…come fa uno a morire due volte?
Quel Glendale che pensi tu era suo figlio morto martedi. Poi giovedi è morta sua moglie di parto e ora lui. Hanno già spedito la piccola Georgina a lavorare a Londra e speriamo che si salvi Richard.
Richard?
L’altro loro figlio di 4 anni. Oh, Emily, non ti ricordi niente? Sembri sempre fuori dal mondo! Il povero Richard ha una grave infezione all’intestino, lo stanno curando,ma non ci sono molte speranze.

Tac tac tac. Tac tac tac. Tac tac tac.
Non so come tu faccia a stare qua tutti i giorni con lo scalpellino sotto casa, Emily. 
Siamo nati, dobbiamo morire, no? Guarda! Ne sta arrivando un altro.
Tac tac tac. Tac tac tac.
Perché non vieni come me a lavorare in quella casa? Staresti un po’ lontana da…da…da tutta questa morte.
La morte fa parte di noi, della nostra vita. Charlotte, quante volte te l’ho detto che voglio stare a casa. Sono felice qua a casa. Quando siamo andate in Belgio o negli altri posti a lavorare, lo sai, era sempre una sofferenza. Sto bene qua, accudisco nostro fratello, nostro padre, la cucina, la casa. Intanto penso, penso a cosa scrivere. Vai tu fuori a lavorare.
Tac tac tac. Tac tac tac. Tac tac tac.




Io non riesco a stare qua a lungo di giorno. La notte almeno non si sente il rumore della morte.
Tac tac tac. Tac tac tac.
Un’altra madre che piange il figlio. Lo scalpellino incide il suo nome. Un figlio che piange il padre. Un altro scalpellino incide il suo nome. Chi piange e chi allarga il portafoglio.
Dicono che siano le condotte dell’acqua infettate. 
Le condotte dell’acqua?
Sì, Emily. Quelle che passano sotto casa nostra e qua sotto il cimitero. Almeno così ha sentito Branwell l’ultima volta che è stato in farmacia.
Tac tac tac. Tac tac tac.
Io vado a scuola, i ragazzi mi aspettano. Ci vediamo dopo.
Keeper, fammi mettere a posto la cucina e poi che ne dici di andare a fare una passeggiata?
Wolf!
Bene. Non morire anche tu nel frattempo, sennò potrei morire anch’io.
Wolf! 
Tac tac tac. Tac tac tac. Tac tac tac.
Keeper, vieni qua! Lascia stare le pecore! Lo sai, quando ti vedo correre nella tua possanza mi ricordi Heathcliff. Quel bastardo dannato selvaggio di Heatchliff. 
Buona passeggiata, Miss Bronte.
Mi lasciassero in pace! Cosa vogliono da me questi impiccioni? Non voglio i loro saluti, né le loro parole vuote, senza senso, piene di luoghi comuni. Keepers, quanto vorrei che le persone fossero come te! Noi non abbiamo bisogno di parole, è nei silenzi che ci capiamo. 
Sì, Keeper, sì, ora ce ne andiamo alla cascata, no, non vogliamo impiccioni noi. Scommetto che quando morirò nessuno di questi verrà. Nessuno del paese verrà. Sarà tanto se verrà lo scalpellino a scolpire il mio nome sulla lapide! Oh per allargarsi il portafoglio verrà. Questi no, questi non verranno al funerale di una pazza solitaria vestita di nero che passeggia ogni giorno con un dannato bastardo selvaggio. No, non verranno e sarà meglio! Voglio solo te, Keeper. Prometti che verrai.
Wolf!
Lo so che lo farai. E per ringraziarti ti faccio sentire quello che ho scritto ieri notte:

Un tempo ardeva in me la passione
di svelare le menzogne di quei demoni
la mia natura ribelle sdegnava
la legge che proibiva la sfida
oh nei giorni dell’ardente giovinezza
per la verità avrei dato la vita.

Per la verità, la libertà, il diritto
avrei offerto liberamente la vita
ora ascolto e vedo in silenzio
l’uomo vano sorridere lo sciocco irridere
non perché il mio cuore sia domato
non per timore non per vergogna.

Smania ancora il mio spirito ribelle
al suono dell’errore cieco e egoista
ancora il mio cuore sfida il mondo
corazzato come un tempo contro ogni terrore
ma ora so che è vano il mio sdegno
il mondo segue e seguirà il suo corso.

A Charlotte è piaciuta, dice che è rimasta colpita da quello che ho scritto. Tu cosa ne pensi? Ti piace? O preferisci quella pecora laggiù? 
Andiamo a casa di Heathcliff, dai. Lo so che ci vuoi andare.
Wolf!
Sì, mio padre non vuole che ti rotoli sulla neve, ma noi ci divertiamo, no? Io medito, penso, vedo, mi faccio ispirare dalla brughiera, dal vento, dai corvi, dal silenzio, dalle colline e tu ti rotoli e corri. Sei veramente lui.
Vai, Keeper, vai, corri felice. Almeno tu.

SP

24 commenti:

  1. caspita Sere! :) fantastico....
    meis

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    1. grazieeee!!!! la mia adorata Emily...

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  2. mignazza...... la quarta sorella?
    GD

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    1. non mi veniva "caspiterina" e allora scrissi mignazza!
      beddu stu post! beddu assai assai

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    2. ah ah ah! mignazza mi piace, rende l'idea! grazie!

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    3. Potevi usare "accipicchia"!!

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  3. Che bel post!! Mi venne voglia di correre in mezzo ai campi con Keeper!
    Bravissima SP

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    1. Keeper è stato al funerale di Emily, da fedele amico le è stato sempre accanto, anche in quel giorno. le cronache dicono che abbia fatto lunghi lamenti in chiesa.

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  4. Heathcliff è stato il mio più grande grande amore. Avevo cercato di dimenticarlo, grazie per avermelo ricordato.
    R.L.

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    1. ti capisco. Heathcliff e Emily non si possono scordare.

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  5. fantastico.in effetti è proprio questo che mi è piaciuto. l'attesa del vivere. acquietata ma sveglia.

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  6. Mi sa di erica e cieli bassi...bellissimo!
    BG

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  7. Meravigliosa... Risveglia sentimenti contrastanti. Molto bella.
    Brava Sere!

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    1. Concordo.Un post da 'keeper' nel cuore.

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  8. Una grande commozione,Sera!Soprattutto dopo aver visitato la casa,il cimitero e fatto la stessa passeggiata a Top Withins che facevano Charlotte e Emily, solo un po' più prosaicamente...chissà loro con quelle scarpine quanto freddo avranno avuto! Brava!!!

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  9. Dolce Emily ed il suo Keeper, poi con tutta questa neve che ho intorno, magari li vedo rincorrersi qua intorno.

    llg

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  10. Sere, che meraviglia!!
    Bellissimo. wow.

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  11. grazie a tutte e a tutti per i bellissimi commenti!!!! SP

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