martedì 14 febbraio 2012

Tema: Gli inconfondibili segni della primavera e dell’estate.

Svolgimento


In questi giorni di metri e metri di neve, di blizzard, tempeste di neve e vento forte, gelo, ghiaccio, l’unico modo che mi rimane per sopravvivere è pensare all’estate. Mi viene in mente una mia cara amica che a fine dicembre di ogni anno dice : ‘Sta arrivando la primavera, vedi? Le giornate sono più lunghe’ e di solito ripete il concetto annuale nel buio delle 5 del pomeriggio, col caminetto acceso e la neve soffice dove affondano i piedi. Mah. Va bene l’ottimismo e le sbronze da vino,ma mi pare un po’ eccessiva la sua frase.  Che poi ha su di me un effetto deleterio. Già tento di non pensare che la calda stagione è lontana mesi e mesi, mi manca solo lei che me lo ricorda per affondare ancor di più nella malinconia nebbiosa e nevosa. Comunque, dicevo, in tutto questo marasma gelato io penso ai giorni che precedono l’estate. Santa attesa, ancor più bella della stagione che si attende. Vede, cara maestra, lei ci ha insegnato che prima arriva la primavera e poi l’estate e io questo lo so, lo vedo, lo capisco. Lei mi dirà che riesco a scorgerne l’arrivo perché spuntano le gemme sui rami degli alberi, gli uccellini cinguettano di più, si corteggiano, i fiori sbocciano. No, signora maestra, su molto poco di tutto questo io mi soffermo e mi dispiace che lei abbia perso così tanto tempo a spiegarci le venature delle foglie, le api e i fiori e così via.
 Io mi risveglio dal letargo solo quando vedo l’omino che, sprezzante del pericolo, si aggira per le strade di Milano in bici (e già questo basterebbe a considerarlo ‘sport estremo’)e portando addirittura in spalla un mega pennello. Cara maestra,  quell’omino in bici arriva sempre in primavera quando, a questo punto lo deduco, gli italiani danno la tinta alle pareti, ovviamente con un grande pennello.  Ma, io mi chiedo,  in questo periodo di crisi in cui a mala pena si riesce a comprare, facendo un mutuo trentennale, un mini comprensivo di un unico locale che fa da cucina-sala pranzo-camera da letto e un mini mini mini bagno, c’è ancora bisogno del grande pennello? Mah. Non mi do la risposta, tanto sono felice perché è primavera e quindi l’estate ormai è dietro l’angolo.

Dopo un po’ però mi stufo dell’attesa che si protrae un po’ troppo (ah, sta gente che vuole tutto e subito) e sbuffo come i cavalli perché l’estate non arriva. Intanto sento già gli uccelli del malaugurio che mi ripetono: ‘ah, quest’estate hanno detto che sarà fredda’ , frase a cui altri aggiungono: ‘ah, ho sentito che quest’estate sarà piovosa.’Io questi li multerei per pessimismo volontario e aggravato per futili motivi. Come se non bastasse verso fine giugno la mia amica di sopra rincara la dose: ‘eh, ormai le giornate si stanno accorciando.’ È un complotto mondiale contro di me e solo una cosa mi può tirare su, ovvero sentire finalmente cantare: ‘quante cose al mondo sai fare, costruire, inventareeeee…ma trova un minuto per te!’ 
FERMI! È ARRIVATA! MA Sì È ESTATE! È UFFICIALE!!!! L’intramontabile jingle della cedrata Tassoni marca il punto di cesura tra la primavera ancora freddina e la vera stagione calda!!!! Non esistono solstizi, equinozi, 21 marzo, 21 giugno,ciliegie o pesche, trebbiatura del grano o l’inizio della sagra della prugna, no! Dal 1986 il mio cuore canta all’unisono con il jingle ogni volta che lo sento! Sono salva: anche quest’anno è arrivata! W l’estate!

SP


18 commenti:

  1. Grazie sere, per il tuo grande ottimismo volontario!
    Che detto da una delle pessimiste volontarie....
    Dicono che il piacere sia tutto nell'attesa...
    Brava!!Ancora sto ridendo!!

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    1. pessimista, bevici su!!!

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    2. Ara, poarlado di ciliegie: se quest'estate tu hai la pazienza di snocciolarle ti faccio il clafoutis

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    3. e digerite il clafoutis con una cedrata?

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    4. Si, calda e con chiodi di garofano e cannella: così ci fa fare anche i ruttini!

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  2. Sento arrivare la bella stagione dal profumo dell'aria. Il 21 febbraio, con un mese di anticipo sul normale calendario, si apre la primavera in mare e io comincio a respirare la salsedine e sembro un cavallo impazzito al palio di Siena, con le froge del naso spalancate e gli occhi iniettati di polline. Ma a me della primavera non me ne frega niente, mi ruzzolo e mi agito, premo per uscire, faccio le prove nel bozzolo, che si schiude sopra i 26 gradi. Non uno di meno.

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  3. azz, sempre a cercare la stagione che non c'è... e a mettere 30 gradi nel condizionatore in invernso e 15 gradi in estate.
    boh, neanche la cedrata è un granchè, troppo dolce. e il jingle non mi piace, lo spot è datato e, insomma, io mi tengo questo freddo che tanto non è che se chiedi che te lo tolgano, succede..
    (qual è il nr telefonico dle club?)
    GD

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    1. non ti piace il jingle??? dai che quando ci vediamo io e il meis te lo cantiamo e balliamo....e vedrai tutta un'altra cosa!

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    2. il Meis che canta e balla "quante cose al mondo sai fare?" ahaahahah, no,non voglio immaginare, lasciatemi stare, ignoratemi, ho diritto anche io a mantenere sano il legame tra mandibola e mascella...
      GD

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  4. La più vecchia delle mie due sorelle è un tipo sbrigativo, efficace ed efficiente, che non ha tempo da perdere in quisquilie come sole, pioggia, caldo, freddo, estate, inverno… primavera e autunno invece no perché lei non è sicuramente un soggetto da mezze stagioni: o tutto o nulla, o bianco o nero perché il grigio non esiste. Perché dovrebbe? È solo nella testa di quelli come noi, che hanno bisogno del grigio, delle mezzetinte, delle mezze stagioni per poter continuare a fare le mezze seghe e credere anche di poter essere bravi a farlo ma lamentarsene nello stesso tempo. Lei, invece, organizzatissima, chic, cheque, smart e un po’ snob, è in grado di ottenere quello che vuole e di trovare sempre quello che cerca, ivi compreso un paio di limoni che può scendere ad acquistare nel negozio dei pakistani sottocasa anche alle dieci di sera.
    La Merdaccia no: è quella di mezzo, cresciuta tra Wonder Woman e il Cocco di Mamma (oui, c’est moi!). È la personificazione antropomorfa della Sindrome di Quo, l’epifania della frustrazione, una donna che pur avendo raggiunto una posizione professionale invidiabile l’ha fatto sotto il nome di un’altra, che ha aspettato che morisse nostro padre per sposare l’uomo che a lui stava beatamente sui maroni; oddio, fosse stato lì solo nostro a padre… però lui è il sole che le dava l’aut aut “o lui o me”, una sorta di maledizione paterna che ha fatto tremare non poco una donna di cinquant’anni. Il resto della nostra fettolina di Creato generalmente cercava di dare l’out out a mio cognato: guarda caro, la porta è laggiù in fondo, a sinistra; tuttavia, alla fine ci si adatta a tutto. Anche ai Finferli.
    Al contrario di te, lei non si gasa con la Tassoni: è quella che il giorno di ferragosto dice “Gente, è arrivato l’inverno”, e che la settimana successiva corre a tirar fuori la borsa dell’acqua calda. La sua sola scusante è che di solito ha la pressione massima sui 90, massimo 100, e non ti dico dove ha la minima perché nessuno sfigmomanometro che si rispetti ha mai avuto lo stomaco di arrivare così in basso; praticamente potrebbe misurarsi la pressione col termometro.
    Abbiamo dormito per anni nella stessa stanza da letto, e mentre io tuttora genero calore (un po’ meno adesso che ho scanzonanatamente superato la quarantina) e quindi non necessitavo di grandi coperture a letto, lei si vestiva prima di andare a dormire, indossando:
    1. Pigiama pensate di felpa, io lo definirei una tuta.
    2. Guanti di lana.
    3. Berretto di lana.
    4. Calzettoni di lana.
    5. Scarpette da letto fatte a maglia da nostra madre (la quale mammà ha sempre avuto la tendenza a crescerci morti, disadattati od omosessuali).
    6. Sciarpa, nelle notti più fredde.
    Il tutto corredato dall’inseparabile boule morbidamente avvolta in una custodia psedudo-termica sempre fatta a maglia da nostra madre, il piumone della nonna e almeno tre coperte. Possibilmente anche il cane sul letto, magari anche sotto le coperte quando on me ne accorgevo. Credo che il primo vero, potente, orgasmo della sua vita l’abbia avuto quando ha scoperto che esistevano anche il termoforo e aggeggi analoghi. La Merdaccia non è Samantha Jones, no di certo.
    Praticamente, io dormivo con Armaduk: mancava solo un pinguino nell’armadio. Va detto che la casa dove abitavamo quand’ero piccolo era grande, umida e fredda, e certe notti erano effettivamente difficili.
    Per anni lei e il Finferlo hanno dormito in letti separati, perché lui ha una termoregolazione decente, e la differenza tra gli strati di coperte dei due letti è la stessa che passa tra le altezze di una frittata e di un soufflé. Ignoro se ora dormano assieme e, francamente, me ne infischio.
    È arrivato l’inverno. In eterno. Almeno per lei.
    L’inverno sta arrivando, recita il motto della Casa Stark nella saga del Trono di Spade.
    Che due portentosi coglioni, dico io! Ti lascio un’istantanea della mia infanzia: da bambino mi scaldavo la cedrata in un pentolino, aggiungendoci cannella e chiodi di garofano. Non mi ricordo che gusto avesse, ma so che mi faceva sentire tanto gourmet, e un po’ strega.

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    1. e tutto questo con una cedrata. la cedrata come la petite madeleine!
      grande mauro!

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    2. Mauro, ma perchè non farci un post di questo commento? che poi non è un commento ma una saga familiare alla Dinasty (W Alexis! centra niente la Yournair nella scelta del nome?).
      Mauro, non guardare la classe dalla finestra, entra e scrivi, utente e password a disposizione! (ma a patto di continuare a scrivere cose così belle)
      GD

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    3. Molto volentieri!

      P.S.: Alexis è inarrivabile, invece la Grisdle era sciacquetta qualsiasi, una parvenue che ha fatto carriera facendola vedere alla dentiera del suo capo. A sua discolpa diciamo che dopo s'è rifatta abbastanza decentemente, ma come le disse Alexis: "Puoi togliere la ragazza dal paesello, ma non il paesello dalla ragazza"

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  5. E col tempo ti farò scoprire le gioie del chinotto!

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    1. suona come una minaccia a più strati interpretativi eh eh eh
      Meis

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    2. picciotti, non mi toccate il chinotto che io ne bevo a fiumi (che quando vai in bar fighetti dove in un bicchiere mettono almeno 10 ingredienti diversi prima di farti bere, e io lo chiedo, azz, mi dicono che hanno solo la Coca Cola e allora io, attipo tutta la concentrazione di snobismo del pianeta, rispondo, vabbè, sciroppo di granatina - che i coglioni/baristi non sanno che si può bere pure da solo con acqua.... vabbè, sul QI dei barmen ci vuole un post ad hoc)
      GD
      (de chinotto chiedi alla Wood)

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  6. w il chinotto!!!! dai propongo a gd e wood dei post sull'adorato chinotto!!!!

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