venerdì 30 novembre 2012

Tema : In Ver Sacrum

 
Svolgimento


La luce pastello che penetrava dalle grandi vetrate lasciava malapena intravedere gli spazi delle foglie tremule. Si accanivano di linfa virale.
Roberto ha abbandonato la ciotola del latte e masticando le briciole sulle labbra scende le scale. Le briciole di gocciole paesaggi tropici sulla barba incolta. Si fa il solletico da solo. La mattina lascia il tempo per ostentare la pigrizia nei passi. La bocca canticchia i Foxhound. Il battito cardiaco asseconda il ticchettio delle lancette. Slega la bici per arrivare in fondo alla strada. I raggi del sole scendono dritti rasenti ai palazzi attraversano la sottile striscia di azzurro carico. I raggi assalgono le finestre disposte in ordine disordinato le piantine sui balconi borghesi ringraziano. Il ragazzo zizaga trafitto del sole canticchiando. Su e giù il pedale fino al viale, infondo più denso. I rumori tenui procede a naso dritto. La gente ha paura di buttarsi nel traffico delle strade di Torino. E' la prima cosa che mi sono sentito dire, al mio ritorno in città. Lei ieri è venuta in Aeroporto e la sento mormorare questa frase mentre salivamo le scale di casa. Questa frase non dovrebbe infastidirmi ma non riesco a non pensarci. Del resto non me frega un cazzo. 


Sono le sei e quarantacinque, il cielo è terso ma è troppo presto per i risvegli in giacca e cravatta. Non è importante che ho ventiquattro anni, che è marzo, che è il duemiladodici. Il volo di ieri è stato orribile. A Vienna non ho fatto altro che bere. Non è il mio pedalare acrimoso. Il freddo di Torino mi ha imbrattato i jeans. Non è la macchia camicia che fino a pochi minuti fa era fresca e adesso è umida e stropicciata, non è lo strappo sullo scollo del mio cardigan.
Sembra più  facile ascoltare quella frase sulla gente che ha paura del traffico che non il pensiero di Klimt che adorava l’utilizzo decorativo dell’oro.
Mia sorella è bulimica.

Irene Dorigotti

10 commenti:

  1. Ecco cosa mi ricorda il modo sincretico di scrivere di IRene: Battiato!!!
    Lei scrive attingendo a tutto il sapere, riorganizzandolo in modo poetico.. non c'è una frase che non meriti di essere incisa sul marmo.
    Brava IRene!

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  2. Lascia nel cervello qualcosa di buono, i pensieri odorano, le idee respirano, lei non dice e non suggerisce, Irene prende i colori me li sbatte in faccia. Così trovo nuova ispirazione.

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  3. In ognuna delle sue frasi brevi cova una microstoria.
    Proprio brava. (emoticon ma mi sembra un po' incazzata)
    RQ

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  4. Irene! gia' te lo dissi, niente capissi !
    Ma il bello è , non so perche' , che piu' lo leggo piu' mi piace ma non chiedermi il perche'.
    C'e tutto, è come un BUCO nero di parole che attira sensazioni.

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    1. Bischera, vedi che allora l'hai capito!
      (Wood emoticonfintatonta)

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    2. ...e anche per la Lepri scattano le royalties sugli emoticon.
      (emoticon stavoltadiventomilionario)
      RQ

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  5. Grazie il colore vive grazie a voi

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    1. Irene ci sono i colori freddi e colori caldi tu sei un bel ROSSO VERMIGLIO !

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  6. Grilletto Salterino1 dicembre 2012 18:56

    Mi piace questa scrittura. Tanto tanto tanto.

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