lunedì 23 gennaio 2012

Sez. 8 marzo – Tema: Donna Bastiana Giunta in Sedara

Svolgimento

“buona per andare a letto e basta”(Il Gattopardo, Giuseppe Tomasi di Lampedusa)

Malalingua don Ciccio che al principe di Salina andò a riferire cose che non sono, cose dettate dall’invidia e dalla rabbia di cuore.
Ignorante donna Bastiana lo è. Ma al giorno d’oggi pure che vai a scuola non ti insegnano niente. E poi suo padre, Peppe Giunta detto Mmerda – che è quanto dire – non fece niente per farla acculturare un po’, trovarle un’istitutrice, neanche un romanzo le comprò mai, ma che dico, un abbecedario. Sapeva dire solo “mia figlia è troppo bella, più bella di lei non ce n’è e tanto basta”. Il male da lui partiva perché Bastiana da piccola era una ragazzina vivace e furba, poi quando si formò che i maschi le mettevano gli occhi addosso, suo padre la chiuse. Lei allora fece la fuitina con don Calogero SEdara e finì di consumarsi: passò da una gabbia alla cella di carcere.
Don Calogero ci fece una figlia – Angelica assomiglia tutta a lei! – e poi la mise sotto vetro (la fa andare solo alla Santa Messa delle cinque dell’alba quando non la vede nessuno, scortata).
Voce di popolo, ma che dico, voce di cameriera di casa Sedara, donna Bastiana al pranzo del principe ci voleva andare che si era lavata i capelli con l’aceto per averli più lucidi della pelatura di una puledra – che poi farle prendere un poco d’aria a quella carnagione sempre chiusa le avrebbe fatto bene.
Lui fu porco preciso, le disse che ci sono cose di mezzo che si possono rompere – un matrimonio con il nipote Tancredi, che fa scherziamo? -, che se lei avesse aperto bocca… te lo accolli di stare muta che poi mi fai fare una figura degna del nome di tuo padre?
Lei – dice la cameriera – è diventata di mille colori, ma che dico, diventò come la tempesta d’inverno, i capelli nt’all’aria, gli occhi di fuori, i nervi che le uscivano dal collo; tratteneva le mani per non tirargli le porcellane di Capodimonte , quelle che hanno nel salotto buono. Con una voce che pareva venire dall’inferno gli disse: “schifiu e piruocchio, jecca sangu ru cuori”. Poi ha aggiunto “riferisci che sono indisposta”. Lo disse così, che la cameriera impallidì, mai l’aveva sentita parlare in italiano, e con questi paroloni.
GD


17 commenti:

  1. L'ultimo verso è un cioccolatino :) ES

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  2. Giorgio D'Amato di Porticello!!
    Sto cercando il mio Gattopardo in edizione originale, voglio rileggerlo.
    Domattina lavero' mici con l'aceto. . .voglio verificare se davvero il pelo diventera` lucido :-)

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  3. ah! le fimmine siciliane! quelle sì che sanno cosa dire!

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    1. Cosa Vorresti insinuare? Che quelle Padane sono torde???

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    2. non mi permetterei mai! ma come esempio io a Lucia Mondella ho.

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    3. Cambia esempio e passa alla Luciana Litizzetto :)

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  4. vorrei dire che la wood è un falso geografico: lei è nata a Contessa Entellina, frequentò le scuole elementari a Campofiorito e il liceo a Corleone. Lì conobbe Binnu 'u tratturi ed ebbe l'incarico di seguire certi affari di famigghia dalle parti di Torino. Sopravvissuta allo stragismo e alla pax mafiosa, oggi conduce una quieta e sana esistenza in quei di Moncalieri dove prende ordini solo dalla Mici che la indirizza sulla qualità di scatolette da comprare. Sotto di lei solo don Vidali a farle da ragioniere (tiene i conti di tutte le uscite relative a croccantini e filetti di platessa).
    GD

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    1. Grazie Sig. Giorgio D'Amato di Porticello, Lei è sempre cosi' puntuale e preciso nelle sue esternazioni, ma questa volta TOPPO' ..Mici non mangia filetti di platessa e nemmeno volgare merluzzo, solo tonno siciliano!!

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  5. @ES: grazie per il cioccolatino (fondente o al latte? ormai fa differenza...)
    @VB: troppo male la trattò Tomasi... ma una statuina forse potevo fargliela spaccare....
    GD

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  6. adoro, adoro adoro....il gattopardo, Tomasi di Lampedusa e pure GD (ma non ditelo a nessuno di quest'ultimo eh eh eh)
    Meis

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    1. Meis, non mi piacque l'ordine in cui disponesti gli adorati: che ti ho fatto per risultare terzo?
      GD

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  7. ...che delizia, quei "capelli nt’all’aria e gli occhi di fuori". Questo temino è come la zampata di un gatto, veloce ma che lascia il segno. bello...bello...bello...bello.
    l.l.g.

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    1. ahaha, glazie glazie glazie!
      GD

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  8. GD ma sai che non ho mai letto il Gattopardo? Mi fai venir voglia!
    Bellissimo post, quando c'è diceria e coralità da esprimere un ci nn'è ppi nuddu!

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  9. Grande Gattopardo..laddove Tomasi parla del paesotto di Peppe Giunta, dice che è fatto di poche case appuntate: un borgo crocifisso.

    W Gattopardo
    Gd

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  10. Viva Gattopardo ma questa Dnna bastiana in Giunta che parla come una signora solo un GD poteva rendercela. Hai fatto giustizia ad una grande emarginata, non le si è permesso di apparire se non quando era ancora scuro, incappucciata e imbavagliata dalla discriminazione maschile. Direi che l'8 marzo qui si festeggia davvero.
    Potevi farle fare qualcosina in più: che so: un uxoricidio, o una bella piazzata in casa Salina...
    CLA

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