giovedì 26 gennaio 2012

Tema: Se il Titanic fosse partito da Caracas

Svolgimento

Concha era la mia balia.
Quando avevo 15 anni si innamorò di un gringo. Si perchè non stavamo mica al polo Nord diversamente si innamorava di un' esquimese.
No  stavamo sulle rive dell'Orinoco e i coccodrilli li vedevo scivolare non lontano tra le liane, placidi e tranquilli. Noi avevamo ormai fatto l'abitudine a non allontanarci troppo, a non bagnarci in quegli specchi d'acqua verdastra e limacciosa pieni di insidie. Ma avevamo fatto l'abitudine anche a zanzare, mosche, mosconi, pappatacci e zecche.
Concha abitava con noi una bella casina bianca di muri candidi, di porte azzurre e patii ombrosi. Mi portava la cioccolata calda, fumante, e la bevevamo giocando a quel gioco con le palline colorate. Chissà se facevano rumore quegli uomini che le ronzavano intorno? Che so fischi, richiami, ronzii, e tutto il resto del repertorio accalappia femmine.
Di certo le ronzavano perchè non mi accorsi di niente. Che cambiava la voce a volte, che nascondeva maldestra risolini per improvvisi pensieri che le attraversavano la mente, che sbagliava tutte le mosse a palline e perdeva senza adirarsi. Si Concha si adirava se perdeva. Ma da un pò  non si adirava più.
Mamma Inès era vestita di bianco, profumava di lavanda e portava i capelli neri, lucidi e tirati tutti di lato, mentre dal lato opposto le ricadevano sulla fronte ombreggiando sulla fronte scura, proprio sopra gli occhi profondi e pieni di misteri.
Mamma Inès sapeva.
Le passavi accanto mentre distratta invasava cactus o lussureggianti orchidee...e indovinava che avresti inciampato appena girato l'angolo.
Sapeva che Concha sarebbe sparita, io imbarcata per il vecchio continente e forse mai più fatto ritorno.
Ma non lo diede a vedere mai, solo un'ombra ogni tanto cadeva a rigarle la fronte sprofondandola in uno stato catotonico, preludio di quella che presto si sarebbe abbattuta per sempre su di lei.
Concha dicevo sparì.


C'è chi disse di averla vista con  el gringo venuto a trattare l'acquisto di caffè, chi  di averla intravista tra  liane e  orchidee in quei tratti del fiume infestati da rettili infernali. 
Altri pensarono fosse rimasta preda delle visioni dei funghi velenosi.
Di Concha non restò che un sottile alito di vento che la sera portava un profumo insopportabile. Un profumo mai avvertito prima della sua scomparsa.
Mamma Inès cominciò ad agitarsi, sapeva. Sapeva e taceva.
Sapeva che io avrei fatto le valigie e andata via lontano da lei, per la caparbia idea di andare in cerca di Concha. In realtà volevo fare di testa mia e la sparizione di Concha era un pretesto.
Presto mi sarei pentita, ma avrei prima ridotto ad un cumulo di cenere tutto quanto mi circondava a quel tempo. 
Avrei dovuto solo seguire quel profumo insopportabile che soffiava la sera per capire dove fosse finita Concha. Ma non percepivo ancora  i segni, non avevo ancora imparato a farlo.
Tuttavia i giorni passavano uguali, io che apparentemente continuavo a fare le solite cose: la scuola, i compiti, la musica e la lettura. Solitaria da rifugiarmi a contare le formiche o seguire le farfalle o chiacchierona come non mai mentre rimestavo dentro le ciotole immense, frantumi di cipolle con farine di mais in uno sforzo culinario da esiti davvero insoliti.
Mentre Mamma Inès fingeva di non vedere, diventava improvvisamente allegra.
Metteva su un tango e ruotava le gonne che si gonfiavano come palloncini.
Mamma Inès, la bella come la chiamavano aveva un profumo di cannella e la pelle morbida e scura. Ma gli occhi cristallini come l'oceano.
A Les Rochas potevi vedere quanto erano azzurri i suoi occhi, dentro lo specchio delle acque circondate dalle barriere coralline.
E guardando i suoi occhi decisi di partire.
Presi un bastimento. Non un fuliginoso cargo mercantile. Mi ritrovai nella pancia di una lussuosa nave da crociera. Mi imbarcai come hostess non perchè non potevo pagarmi il viaggio. Avevano deciso di lasciarmi andare ormai. 
Inès sottostava alla sua irriducibile convinzione di vedere il futuro per cui si convinceva di cose che avrebbero avuto luogo al di là delle sue proprie previsioni cabalistiche, tanto da favorirle inconsciamente.
Compìì 18 anni e partii.
La nave affondò. Si salvarono tutti tranne me, dissero dispersa.
In realtà vagai a lungo mentre ammaravo su una delle tante isole a sud dei Caraibi. Mi dileguai tra i sopravvissuti naufraghi che procedevano alle procedure di identificazione. Feci perdere le mie tracce e tutti mi credettero morta. Andai in Italia, credevo di trovare Concha, seguendo un istinto maledetto: mettermi completamente, indiscutibilmente e molto orgogliosamente nei guai, ma questa è un'altra storia che andrà narrata, prima o poi.
Concha intanto riapparve in una sera calda e calma mentre soffiava quel vento incredibilmente e insopportabilemente profumato.
Rivelò di aver aperto una panetteria ed ogni sera infornava meravigliosi pani profumati, biscotti all'anice e cioccolattini di zenzero e cannella.
Del perchè avesse improvvisamente preso quella decisione non fu mai noto, come mai fu noto il nome del gringo.


CLA

13 commenti:

  1. ma avete chiamato chi l'ha visto per cercare la donzella scappata in Italia?
    llg

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  2. Vivere per raccontarla,grande Marquez. Solo che Concha era il Capitano

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  3. gli ho dato una sistematina grafica...ma l'autore? fuori l'autore del post! :)
    meis

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  4. Ciao meis sono l'autrice, grazie per la sistematina, mi pare meglio. Del resto deve essere come aggrada a chi mi invita a scrivere.
    Cosa faccio, rispondo ad un'intervista del tipo mi sono ispirata...
    Mi sono ispirata alle foreste amazzoniche, al naufragio e ad una sparizione. Una inaspettata e sfortunata ma al tempo stesso fortunata coincidenza che permette di uscire fuori campo.
    Clotilde

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    1. metti la firma alla fine del post :)

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  5. Ma è Clotilde Alizzi!!!!! W Clotilde!!!
    MEis, io non oso aggiungerla nella leggenda degli alunni, ma se puoi, io metteri CLA, e poi firmare CLA il post..
    e ora lo vado a leggere...

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    1. Chi sei tu che conosci il mio nome?...
      ClA

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  6. Mi inchino davanti la bellezza di questo racconto!!!!
    W Clotilde, sono davvero contento di leggerti!
    GD

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  7. Questa Ines si è decisa che profumo indossare alla prossima uscita: lavanda o cannella?
    Strano destino da avventuriera a panettiera questa Concha, forse meglio dietro un avventuriero caffettaro che nel polverone di un forno.
    Queste crocere sa a dì che portan iella...
    CLA sempre grande

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    1. Ciao Andrea, grazie...Ma preferisci Concha avventuriera...? Mi sa che ha fatto l'una
      e l'altra
      CLA

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