giovedì 12 gennaio 2012

Tema: Tanto la ferita è già guarita.


Ho serrato bene le finestre stanotte e ho tirato le tende scure della mia camera. C’è una luna grande stanotte e temevo che rotolasse fino a portarsi sul mio comodino. Non ne avevo voglia di tingermi la faccia e fare di me un Pierrot. Scaccio subito il malinconico pensiero di una lacrima nera che segna il viso pallido. Di luce ne ho avuto abbastanza oggi col sole a tratti primaverile. Che brilli per qualcun altro questa luna e vada ad ispirare poeti, musici e cantastorie. O qualche vagabondo perfino, o un venditore di rose, o un ubriaco che vomita i suoi umori su un marciapiede sotto ad un lampione arancio. Accendo l’unica lampadina a incandescenza rimasta in casa mia. Che uso poco tra l’altro che ho paura che si rompa e debba sostituirla con una fredda, bianca e asettica lampadina a risparmio energetico.

L’umidità invernale penetra la cicatrice sul mio sopracciglio. Fu causata da un brutto incidente risalente a circa dieci anni fa. Una sera d’agosto tornavo in motorino da una festa parecchio noiosa, uno sprovveduto automobilista non vide uno stop e mi prese in pieno. Il referto, scritto dalla mano tremante di un’infermiera stanca e accaldata, parlava di trauma cranico, escoriazioni sparse e ferite lacero contuse. Un taglio incerto percorreva la perfetta sagoma dell’arcata sopracciliare, quattordici punti di sutura che guarì in poco più di una ventina di giorni. Per il resto il dolore si ripresenta puntuale ad ogni passaggio di stagione. Non ci fu tempo di pulire fino in fondo la crepa causatami dall’urto con l’asfalto e tutt’ora, di tanto in tanto, compaiono delle bolle rosse piene di materiale che il mio corpo scarta, essendo estraneo alla sua composizione. Le ferite lacero contuse sono dovute ad un’azione di strappamento e sono conseguenza di urti energici sufficienti a vincere l’elasticità dei tessuti. Sono particolarmente soggette a infezioni ed hanno tempi di guarigione molto lunghi, con risultati cicatriziali antiestetici. Spengo la luce e provo a dormire chiudendo la cartella clinica che mi si è aperta nella mente. La luna stanotte riesce a superare la tramatura delle tende tirate. E ancora una volta la triste figura si fa fantasma. Un piccolo Pierrot si posa sulla mia guancia sinistra bianco bianco e nero nero, e lo caccio via che mi sembra zanzara. Credo che la  sua lacrima sia una ferita lacero contusa con quel risultato antiestetico sul viso. Chissà chi causò quella ferita. Perché non si fa mai a meno di una cicatrice. Ognuno ne porta almeno una. È che le relazioni, e non solo sentimentali, son sempre urti energici che strappano i tessuti cellulari. Arrivano le piastrine a suturare gli strappi creando croste che cerchiamo sempre con l’unghia dell’indice per grattarle via. E rimangono zone chiare della pelle, dalle forme irregolari, antiestetici segni di valutazioni sbagliate. Metto un piede qui e cadiamo di botto perché inciampiamo o non abbiamo visto la buca sul marciapiede. Riesco a passare da quella porta e non comprendiamo il nostro braccio sporgente e sbattiamo allo spigolo dell’uscio. Errori di calcolo, incapacità di sentire il proprio corpo. O semplicemente incapacità di prendersi cura di sé, di preservarsi, di dirsi “io sono la cosa che conta”. Accarezzo il mio sopracciglio e sento il peso delle relazioni che mi hanno lacerato. E faccio un calcolo approssimativo di quante piastrine io abbia messo all’opera, di quante volte ho tolto via le croste perché “tanto la ferita è già guarita”. Come se si potesse fare a meno di cicatrici antiestetiche. Come se si potesse fare a meno delle relazioni. E rigiro il cuscino per poggiare la guancia destra sul percalle freddo. Mi addormento accarezzandomi le ginocchia doloranti dal trauma causatomi dall’urto contro il box doccia.

Scosto le tende e il sole inonda la mia stanza. In questo bagno di luce guardo la piantina di edera che ho posizionato sopra la mia finestra. L’imperiosa cupola della Chiesa del Carmine fa capolino tra il biancore di una nuvola bassa. E per un attimo sorrido beffardo guardando il mio corpo antiestetico di cicatrici. E ti auguro cicatrici antiestetiche. Come le mie.

VB



20 commenti:

  1. no, essere il primo a commentare il post di Bartucca no, aspetto che commenti qualcun altro....
    (dritto dritto nel secondo quadernetto!!!)
    GD

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  2. le cicatrici antiestetiche sono cibo per l'erotismo...:) Cronenberg insegna!
    Meis

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  3. Io ne ho una bellissima sul ginocchio destro...
    :)
    R.L.

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  4. Ricordo a MEis che questo è un blog per tutti.
    GD

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  5. Signorina RL, adesso facciamo proposte esplicite implicitandole nei commenti di questo blog?
    Rigore! e pudicizia!
    Signorina Ermelinda, intervenga lei...
    GD

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  6. ps: la signorina ermelinda da tempo lavora ad un manualetto di erotismo per anziani! :P
    e poi scusi GD l'erotismo non è per "tutti"? che ho detto? eh eh eh
    meis

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  7. azz, Manualetto di erotismo per anziani?
    mumble mumble, ti posso rubare questa idea?
    e ne tirassimo fuori un insieme di scritture brevi sul genere Vita dei Santi?
    Meiiiiiiiiiiiiiiiiiiiisssssss! hai un buono per un pane e panelle!
    GD

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  8. GD bacchettone! Pussa via, d'ora in poi voglio solo GM come compagno di banco! Tra l'altro, avrei anche una voglia a forma di mezzaluna sotto l'alluce sinistro...
    R.L.

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  9. Pausa caffè!

    Mentre mi arrovello con insistenza sulle mie manie tassonomiche (il nome dei sette nani, i sette peccati capitali…), sorrido inebetito all’ennesima sfiga: il meccanico compila il conto, chiedendomi se sono eventualmente già in lista per vendere un rene a qualche teocon bielorusso.
    In alto stormi di migranti, guardati con malocchio, girovagano accompagnati dalla mia invidia.
    La settimana si spegne come l’ultimo barlume di intelligenza nelle notizie di politica interna.

    Non si è mai davvero soli se ci si dedica alla schizofrenia!

    Leggo e rileggo la sentenza di quel giudice che elegge il crocifisso a simbolo di tolleranza e civiltà, e proprio non riesco a capirla, perché mi vengono in mente le persecuzioni contro gli scienziati, l’ostinata difesa di convinzioni oscurantiste, posizioni sull’orlo della denuncia per genocidio, come l’invito a non usare il preservativo agli africani. L’imposizione dello Stato laico alla presenza per tutti di un credo di parte!

    Guardando i fondi di caffè nel bicchierino triste in plastica emergono cicatrici come ricami sul fazzoletto della nonna...E la sento gemere sommessa perchè in fondo lei ancora lo faceva per dar dei figli a Dio, non certo per un piacere al nonno!

    Erotismo per anziani? Come no! Chi l'ha detto che la Signorina Ermelinda pur vedova non debba ancora aver diritto a qualcuno che le regali un'emozione? Una di quelle che ci ricordano che questa e solo questa abbiamo di vita!

    Che farsene di una pausa se non un lento soffritto di pensieri legati a caso?
    Spenta la sigaretta, con ampio gesto teatrale e movimento swing del piede, rientro nel saloon sputando paillettes e ordinando con non curanza una birra: la segretaria mi guarda al solito come un pazzo. Poveretta non immagina nemmeno come abbiano trovato poco fa il suo cadavere, orrendamente mutilato, nel mio ultimo sogno ad occhi aperti!

    Meis

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  10. Scusate l'interruzione, ma mi preme di sapere se una volta staccate LE CROSTE VANNO MANGIATE.

    Grazie per una Vostra cortese risposta.
    wood

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  11. R.L. anche io ne ho una sotto il ginocchio destro! Risale al 1969: camminavo sulle di serre di vetro basse sotto cui cresceva l'insalata, mi credevo una libellula!

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  12. ormai aspetto i tuoi nuovi racconti che inevitabilmente mi danno ormai sempre il buongiorno !
    matali

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  13. Meis è la mia anima gemella, perciò ho deciso: da grande me lo sposo.
    Wood: le croste vanno assolutamente mangiate, altrimenti perchè staccarle? E poi, riguardo alla seconda risposta: tu sei una libellula, non capisco perchè ti ostini a camminare, invece di volare.
    Ora vi bacio e menvò. Fate i bravi.
    R.L.

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  14. Libellule di 70kg non le ho mai viste ..

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    1. Smetti di parlare così della mia amica o ti infilo il compasso in un'ala!
      R.L.

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  15. "Adesso che ho sangue infetto, nessuno vorrà più leccare le mie ferite"
    Carmen Consoli, Per niente stanca

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  16. noto con piacere che il mio post ha causato una catena inaspettata di imprevedibili pensieri associativi.

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    1. una cicatrice chiama l'altra :)
      meis

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  17. ...io sono la cosa che conta...me la sono ripetuta più e più volte...ma devo dire che il manualetto erotico mi sembra davvero una idea...eccitante!!!

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  18. la lucia del commento precedente sono...me
    l.l.g.

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